Ex N°10 dello Spezia Andrea “Giotto” Caverzan, oggi allenatore, disputò 56 partite in maglia aquilotta siglando 7 reti e dispensando classe, assist e giocate sul prato verde dell’Alberto Picco. Oggi proprio lui, “L’Uomo in più” del film di Sorrentino in quel 3 – 3 – 1 – 3 del Cittadella di Ezio Glerean, in cui disputò 99 partite con 15 gol, è intervenuto ai microfoni dei colleghi de Il Secolo XIX in vista della sfida di domenica prossima tra le sue due ex squadre.
DUE FILOSOFIE DIVERSE – «Spezia e Cittadella? Non solo due piazze diverse ma soprattutto due filosofie di calcio distanti tra loro».
L’INCREDIIBLE MANCATA PROMOZIONE IN B CON LO SPEZIA – «Pensare che avevamo quasi 20 punti di vantaggio nella regular season, ma fu fatale la sconfitta per 2 a 0 in trasferta, noi in 10 per l’espulsione di Fiori, al ritorno malgrado un Picco così furente da non riuscire neppure a sentire il fischio dell’arbitro non andammo oltre l’1 a 0 e la B sfumò».
DUE PROMOZIONI A CITTADELLA – «Abbiamo fatto la storia con la prima promozione in B, con quella maglia sono salito dalla C2 alla B conquistando poi la salvezza».
LA MAGLIA BIANCA – «Ma i ricordi del Picco li porto nel cuore, giocare nello Spezia è una delle più grandi emozioni da calciatore».
I TIFOSI DEL CITTADELLA – «Al Cittadella il primo anno di B c’erano solo 200 abbonati, di positivo c’è che in una piazza del tifo così tranquilla se vai bene non vieni esaltato, se perdi non ti contestano».
TIFOSI DELLO SPEZIA – «Quella di Spezia è una piazza che chiede molto e dà anche molto, è il tuo dovere ricambiare, puoi anche perdere le partite, ma se il pubblico si accorge che non ci metti il massimo impegno si arrabbia e anche con ragione.»
CITTADELLA SOCIETA’ – “La società del Cittadella è formata da poche persone competenti: Stefano Marchetti è il direttore sportivo da tanti anni, anche gli allenatori, di solito, restano a lungo, ma quest’anno è successo il contrario. È strano. Perché al Cittadella gli allenatori hanno sempre goduto della fiducia della società che li ha sempre aiutati e sostenuti nei momenti di difficoltà, penso a due su tutti, Venturato e Foscarini».
DIFFERENZE TRA LE SOCIETA’ – «Amo di più lo Spezia per quello che mi ha lasciato dentro, al di là dei meriti sportivi. Ma penso che il Cittadella sia un modello di società calcistica da prendere ad esempio. Una proprietà stabile di appassionati di calcio, un diesse, Stefano Marchetti, in carica da circa 20 anni. Pochi allenatori, che restano in sella per diversi campionati. In società poche persone, ma tutte esperte, con osservatori che girano di continuo per le serie minori alla scoperta di talenti da poter valorizzare, e nel recente passato sono stati diversi. Su questo fronte lo Spezia ha tante differenze, perché ha cambiato schiere di allenatori, di direttori sportivi, cambiando troppi calciatori spesso a metà campionato: queste le maggiori differenze»
L’ATTUALITA’ DI “GIOTTO” – «Ora nel ponente ligure sono responsabile tecnico della Sanremese, in poche parole alleno gli allenatori della società presieduta da Alessandro Masu che milita in D».
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