Capradossi: “A Lecco vissuta esperienza surreale. Dura essere svincolato, ma mi fido del mio procuratore”

L'ex centrale difensivo dello Spezia e nazionale ugandese alla ricerca di una nuova esperienza si racconta in intervista

Il centrale difensivo 28enne Elio Capradossi, grande ex aquilotto con 55 presenze in maglia bianca, 5 gol e la storica promozione in Serie A conquistata agli ordini di mister Vincenzo Italiano oltre alla successiva salvezza, è attualmente svincolato dopo la chiusura della sua avventura con la maglia del Lecco.

Il calciatore nazionale ugandese è alla ricerca di una nuova avventura e per lui, che è ambidestro e quindi può giocare anche da terzo di sinistra nella difesa a tre ruolo scoperto nella rosa di mister Luca D’Angelo, si era inizialmente parlato anche di un possibile ritorno allo Spezia.

E’ lui stesso a fare chiarezza sulla sua situazione in un’intervista rilasciata ai colleghi di TMW: ecco le sue dichiarazioni.

L’ESPERIENZA AL LECCO – Non è stata un’esperienza positiva. Quando ho accettato la proposta del club sapevo delle difficoltà esistenti, ma quando le ho vissute in prima persona mi sono reso conto di quanto fossero profonde e non siamo, purtroppo, riusciti ad uscirne. È stata una retrocessione molto dolorosa per me come per tutto il gruppo“.

IL PRESIDENTE DI NUNNO, LE CRITICHE E UNA SITUAZIONE SURREALE – È stato davvero surreale. Non mi era mai capitato prima di vivere una situazione simile, con attacchi pubblici alla squadra. Regnava la confusione nel club e questo ha sicuramente minato la squadra che, per quello che è il mio pensiero, aveva comunque dei buoni valori e un buon potenziale. Purtroppo sono stati troppi i fattori che ci hanno remato contro“.

SVINCOLATO –Devo ammettere che è difficile vedere i campionati prendere il via ed essere a casa. Detto questo mi sto allenando da solo, ma con costanza in attesa di una chiamata. Fortunatamente non sono una persona ansiosa: ci sono ancora dieci giorni alla chiusura del mercato e so quanto possono essere lunghi“.

IL FUTURO – Ho così tanta stima del mio procuratore che gli ho detto di mettermi a conoscenza delle ipotesi che si possono presentare solo quando già a parlare di contratti. So che c’è stato qualche contatto, sia in Italia che all’estero, ma nulla più“.

LA CHIAMATA DELL’UGANDA – Vivendo e lavorando sempre in Italia ho coltivato poco la mia parte africana, legata al paese di mia madre. Quando, però, è arrivata la chiamata del ct Paul Put per presentarmi il progetto tecnico e ufficializzarmi la sua volontà di convocarmi ho colto l’occasione per riallacciare i legami con il Paese. In più le strutture a disposizione della Nazionale sono di buon livello e da poco è stato ristrutturato anche lo stadio della Capitale“.

OBIETTIVI CON LA NAZIONALE – La qualificazione alla prossima Coppa d’Africa che si giocherà in Marocco il prossimo anno e quella successiva, nel 2027, che si giocherà proprio in Uganda. E credo che abbiamo buone chance di qualificarci. Ci sono tanti giovani interessanti in squadra e tanto, tantissimo entusiasmo. Non sarà certamente semplice, ma daremo tutto per centrare questo traguardo“.

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