Nel pomeriggio di ieri, nell’ambito delle celebrazioni per l’80° Anniversario dello Scudetto del ’44, presso i locali della Provincia è andata in scena l’attesissima conferenza denominata ‘La Lunga Linea Bianca’. Quest’ultima ha visto come super ospite il noto giornalista Italo Cucci.
L’iniziativa si è aperta con l’intervento del Sindaco Pierluigi Peracchini: “Non ci venne riconosciuto quel titolo perché non eravamo il Grande Torino, ma quel tricolore lo porteremo sempre sulla maglia”, le parole del primo cittadino riportate da Il Secolo XIX.
A seguire sono state consegnate delle maglie ricordo ad alcuni ex calciatori distintisi con la casacca aquilotta: Pierluigi Masoni, Vittorio Memo, Wando Persia, Francesco Fazio, Alberto Boggio, Alberto Batistoni, Gianni Di Staso, Sergio Persia, Marco Biloni, Leonardo Incerti.
Poi la parola è passata ad Italo Cucci. Di seguito le sue principali dichiarazioni riprese sempre da Il Secolo XIX:
L’Impresa – “Il Guerìn Sportivo titolò ‘Il Torino ha perso lo Scudetto’ invece di valorizzare l’impresa spezzina. Come tutti i giornalisti si parte dal risultato, poi ci sono le considerazioni, l’arbitro cornuto, il vento contrario. Come sancì Jean Paul Sartre ‘il calcio è la metafora della vita, comprese le ipocrisie’. Il calcio è una favola bellissima, il giornalismo resta un lungo viaggio tra il dovere di dover raccontare storie e il piacere di passare un pomeriggio allo stadio”.
Il Picco – “L’unico stadio al Mondo che sembra pieno anche quando è vuoto o, per citare la famosa frase di Trezeguet, ‘Il peggior stadio dove abbia mai giocato, perché ti senti la gente addosso'”.
L’intervista a Maradona – “Un ragazzo che si mangiava le unghie per paura delle domande sull’uso della cocaina, motivo per cui venne via da Barcellona. La nostra amicizia finì quando venne squalificato per doping ma ci riabbracciammo nel 2006 ad una cena di argentini”.


