Si scrive Arkadiusz Reca, si legge S-A-L-V-E-Z-Z-A!

Una prestazione incredibile contro una squadra forte e viva, un "Picco" incandescente che ha quasi sospinto il pallone in rete per due volte. Il riscatto di tanti: le storie nelle storie di questa salvezza meritatissima per le Aquile

Contro tutto e tutti, come sempre, come è nello stile ultracentenario del Club di via Melara: lo Spezia con una prova di orgoglio e carattere ribalta il Venezia e si salva senza doversi attendere “favori” dalle altre squadre! Le Aquile avevano la partita più difficile da affrontare, contro l’avversario più tosto che era ancora lì, in piena in lotta per la promozione diretta in Serie A. Un Venezia che vantava il miglior attacco della cadetteria e il miglior marcatore del torneo, ma gettando il cuore oltre ogni ostacolo e sospinto da un tifo incessante e caldissimo che ha trasformato il “Picco” in un vero e proprio inferno per i lagunari i ragazzi in maglia bianca e il loro condottiero in panchina hanno conquistato una salvezza su cui ora si dovrà essere bravi a porre le basi per il futuro.

Ma andiamo con ordine: lo Spezia inizia benissimo la sua gara giocando una partita di grande agonismo pressando i portatori di palla avversari, che palleggiano di più rispetto ai bianchi, e cercando anche un paio di conclusioni dalla distanza. Il solito errore su angolo porta però avanti il Venezia grazie alla rete di Idzes. Lo Spezia non si disunisce e tenta più volte la via del pareggio che non trova per imprecisione o bravura di Joronen. Zoet intanto si riscatta sull’unico tiro veramente pericoloso dell’attacco lagunare salvando sul colpo di testa di Gytkjaer il possibile raddoppio che, probabilmente, avrebbe tagliato le gambe. Dopo due minuti di recupero tutti negli spogliatoi con il Como sotto con il Cosenza, il Venezia in A e lo Spezia che sarebbe al Play-Out con il Bari visto che la Ternana sta vincendo con la già retrocessa Feralpisalò.

Chissà cosa avrà detto D’Angelo ai suoi ragazzi negli spogliatoi all’intervallo perché la squadra che si riversa in campo ha un’aggressività e una voglia da leoni che infiamma letteralmente il già infuocato catino del “Picco” con la tifoseria che quasi sembra aiutare il pallone a finire in rete. E così dopo un paio di tentativi ecco una “spizzata” di Di Serio che Francesco Pio Esposito scaraventa in rete con tutta la rabbia che ha in corpo. Proprio lui il tanto criticato centravanti su cui D’Angelo ha puntato in queste ultime due giornate, proprio lui che non segnava da fine ottobre sigla un gol, il suo terzo in stagione pesantissimo. Ma allo Spezia non basterebbe e allora ecco le Aquile riversarsi ancora in attacco a spron battuto: Elia sgasa sulla destra imprendibile, mette in mezzo e Reca da attaccante vero insacca il gol salvezza anticipando anche Pio Esposito. E qui storia nella storia: il giocatore polacco non era mai stato a disposizione di D’Angelo prima in stagione e in due partite con il neo allenatore delle Aquile ha siglato due gol che sono valsi quattro punti pesantissimi.

Il prosieguo della partita è uno Spezia che si abbassa leggermente, controlla senza mai rischiare con la prova di Hristov e Bertola da veterani, quasi dei giganti su Pohjanpalo e Gytkjaer, e riparte in maniera pericolosa sfiorando più volte la terza rete fino ai minuti di recupero. I cambi di D’Angelo sono intelligenti: servono a cristallizzare la partita con il possesso palla (Falcinelli) e a inserire forze fresche per le ripartenze (gli spezzini DOC Cassata e Vignali che possono festeggiare la salvezza sul “loro” campo e nel “loro” stadio). E poi il popolo bianco riabbraccia nel finale anche Wisniewski alla prima partita della stagione, lui ex di turno che doveva essere un pilastro della difesa e da cui bisognerà ripartire nella prossima annata per un campionato diverso. Al triplice fischio poi può partire la goia e i festeggiamenti di tutto l’ambiente con una pacifica invasione di campo.

Tanti meriti per tutti, in primis per D’Angelo che ha trasformato la squadra e ora ha il rinnovo automatico sancito dal contratto. Applausi per Elia, letteralmente imprendibile in questo finale di stagione, e Salvatore Esposito, quest’ultimo criticato tutta la stagione, ma alla fine leader silenzioso di questa squadra che ci teneva moltissimo a fare bene. Applausi per Pio Esposito che si è preso una rivincita nella serata più importante, per una difesa che non ha sofferto i due bomber scandinavi dei lagunari che hanno fatto male a tutte le altre retroguardie del campionato. Applausi per Nagy acquisto azzeccatissimo di gennaio che ora andrà riscattato e per Reca che segna solo gol decisivi. Applausi per Bandinelli autore di una prestazione gigante in mezzo al campo a riscattare una stagione partita con grandi aspettative, ma poi al di sotto delle attese. E applausi a Di Serio che è già tutto dello Spezia e che ha dimostrato di essere un lottatore vero e di fare a sportellate con tutti là davanti.

Ora bisognerà dargli un partner che sia un bomber per la cadetteria in vista del prossimo campionato. Bisognerà pensare a riscattare quei giocatori arrivati a gennaio che si sono rivelati indispensabili per ottenere la salvezza. Bisognerà soprattutto seguire le indicazioni di mister Luca D’Angelo sul mercato e fare uno sforzo per rilanciare il Club magari anche a livello di area tecnica.

Si, ok, ma da domani…ora godiamoci la festa e questa salvezza quantomai sofferta, ma altresì meritata, una salvezza da “Picco”! Forza Spezia e grazie per le emozioni che ci sai trasmettere, anche nella sofferenza!

TABELLINO

SPEZIA-VENEZIA 2-1

Marcatori: 17° Idzes (V); 56° Esposito F. P. (S), 61° Reca (S)

Note: al 90° espulso Altare (V), ammoniti Vanoli (V), Di Serio (S), Falcinelli (S), Ellertsson (V) e Vignali (S), rec. 2′ e 7′

SPEZIA (3-5-2): Zoet; Mateju, Hristov, Bertola (34′ st Wisniewski); Elia (31′ st Vignali), Nagy, S. Esposito, Bandinelli (31′ st Cassata), Reca (31′ st Vignali); Di Serio, P. Esposito (21′ st Falcinelli). A disp.: Zovko, Tanco, Cipot, Moro, Candelari, Kouda, Jagiello, Verde. All.: D’Angelo.

VENEZIA (3-5-2): Joronen; Idzes (39′ st Ellertsson), Svoboda (31′ st Svoboda), Sverko; Candela (31′ st Olivieri), Andersen (1′ st Bjarkason), Tessmann, Busio, Zampano; Pohjanpalo, Gytkjaer. A disp. Oliveira, Grandi, Pierini, Modolo, Jajalo, Tcherychev, Lella, Dembelé. All. Vanoli.

Arbitro: La Penna di Roma 1 (assistenti Bercigli di Firenze e Laudato di Taranto, quarto uomo Galiò di Firenze; Var Irrati di Pistoia, Avar Piccinini).

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1 anno fa

E ora l’obbiettivo è la serie A dove merita di essere questa squadra.

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1 anno fa

La festa a Como era già pronta perché sapevano che il Venezia non era interessato alla A ed era pronto IN SESSANTA SECONDI a mollare il risultato alla spezia…🤬

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1 anno fa

Ma soprattutto baciate i veneti e poi me regolo

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1 anno fa

Perché non ha giocato così tutto l, anno?????

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1 anno fa

Sono. Contenta che Lo. SPEZIA SIA RIMASTO. IN SERIE B SPERIAMO CHE IL. PROSSIMO. ANNO RIESCA A TORNARE IN SERIE A

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1 anno fa

Bravi voi ma c’è da ammettere che il secondo tempo i lagunari non sono scesi in campo

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1 anno fa

Bravissimi mille complimenti

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1 anno fa

E Pio?

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1 anno fa

IL GOAL IN FUORIGIOCO? È già tutto deciso. Al Venezia non interessa la serie A. Calcio marcio fino al midollo.

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1 anno fa

Bravissimi tutti grande cuore e tecnica maVorrei citare un grandissimo, immenso Nagy ha recuperato un numero incredibile di palloni per poi spingersi in attacco a mettere pressione alla difesa dei veneti

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