Rezzaghi: “I tifosi sono stati esemplari. Se fosse successo a casa non so se Ferrari si sarebbe salvato”

Parla il medico cardiologo che per 25' minuti ha praticato il massaggio cardiaco al "Picco" al 67enne tifoso aquilotto colto da malore durante Spezia-Ascoli

Marco Rezzaghi, cardiologo e tifoso aquilotto, c’è molto del suo “lavoro” per salvare la vita a Giancarlo Ferrari, il 67enne colto da malore nel settore “Distinti” dello stadio Alberto Picco durante il finale di gara di Spezia-Ascoli.

Rezzaghi lavora in Asl5, Cardiologia, unità di Emodinamica, al fianco del dottor Giorgio Tonelli che è quello che ha preso subito in carico Ferrari una volta giunto al Sant’Andrea, per eseguire una prima coronografia. Ha praticato il massaggio cardiaco a Ferrari per ben 25′ minuti coadiuvato dal medico e dall’infermiera del 118, Laura Gatti e Daria Ambrosini. Il “colpo di fortuna” nella sfortuna per Ferrari era che Rezzaghi era alla prima presenza stagionale al “Picco” e si era recato nel settore “Distinti” perché accompagnato dalla moglie e dai figli, solitamenteinfatti occupa un posto in Curva Ferrovia.

E’ lo stesso Rezzaghi a raccontare quegli attimi ai colleghi de Il Secolo XIX: “All’inizio non avevamo capito le urla e l’attirare l’attenzione delle gente, in quel punto della gradinata, si era pensato a un battibecco, poi ho visto volti seri e mi sono avvicinato. Devo dire che tutta la catena di soccorsi, dal 118 alla Croce Rossa, agli ausiliari del Picco, si sono prodigati. Non era facile in una situazione di emergenza. Ma se il signore potrà raccontarla, la deve a tutte queste persone, eccezionali nel tempismo».

Il medico cardiologo si complimenta anche con i tifosi aquilotti per aver attirato subito l’attenzione: «Prima le urla per attirare lo sguardo verso la gradinata, e anche per fermare il gioco in campo; poi il silenzio, che ha aiutato non poco a lavorare. Si è fatto quello che si doveva, ma senza tante persone, infermieri, uomini del soccorso, sarebbe stato tutto più difficile».

L’altra fortuna è che il tutto si sia verificato allo stadio e non a casa: «Fosse successo a casa, non so come sarebbe andata. In tali circostanze, ci vuole una persona esperta nel praticare il massaggio, ma anche forza fisica. Sarebbe stato tutto più complicato».

L’importante è ora che Ferrari stia meglio: è stato disintubato e ha ricominciato a parlare. La prima domanda che ha fatto? Come è finita la sfida tra il “suo” Spezia e l’Ascoli perché non ricordava niente di quegli attimi terribili.

Redazione

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Sergio
1 anno fa

Complimenti Dottore !

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2 anni fa

Grande Doc ❤️

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2 anni fa

Grazie.

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2 anni fa

👍

Marco
2 anni fa

Un grosso grazie al Dott. Rezzaghi per il suo intervento all’amico Giancarlo. F.to Marco Rezzaghi (omonimo)

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2 anni fa

Complimenti e grazie x l umanità dimostrata da tutti

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2 anni fa

👏👏👏 bravissimi tutti

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2 anni fa

Bravo Marco complimenti

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2 anni fa

Grandissimo dottore e buona guarigione al tifoso aquilotto ❤️👏

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2 anni fa

Complimenti dottor

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