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Verde: “Devo aiutare la squadra a tutti i costi: non meritiamo questa classifica!”

Il fantasista dello Spezia in intervista: "Gioco a pallone per far divertire il nostro pubblico. Ho lasciato volentieri la N°10 a Salvatore"

Autentico trascinatore delle Aquile nelle ultime giornate, almeno quando è stato fatto scendere in campo, capocannoniere della squadra con 7 reti le ultime due decisive per la vittoria sul Sudtirol, un giocatore completamente rigenerato dalla cura di Luca D’Angelo. E’ il talentuoso fantasista mancino dello Spezia Daniele Verde che è intervenuto quest’oggi in intervista ai microfoni del collega Massimo Guerra sulle pangine de Il Secolo XIX. Queste le sue principali dichiarazioni sul momento della squadra spezzina.

BOMBER AQUILOTTO CON UN OBIETTIVO – «Non mi pesa essere il cannoniere dello Spezia, l’importante è centrare l’obiettivo salvezza tutti insieme».

AIUTARE LA SQUADRA A TUTTI I COSTI – «No, nessuna responbsabilità. Sento piuttosto il peso di voler aiutare la squadra a tutti i costi».

DOPPIA CIFRA – «Ovviamente rimane un traguardo importante per me, sarebbe la prima volta in carriera, ma non è certo il più importante della stagione».

LA ROVESCIATA ALLA LAZIO – «Il gol in rovesciata che ho fatto alla Lazio nel 2021, all’Olimpico senza pubblico per la pandemia nel 2021: cross di Gyasi e palla all’incrocio dei pali. Quello è il più bello che ho realizzato in maglia bianca.».

LA PUNIZIONE CON IL VALLADOLID – «Gol belli in carriera? Ne ricordo tanti, per difficoltà sicuramente qualche anno prima un gol su punizione con il Valladolid contro l’Espanyol, ricordo in porta l’espressione disorientata di Diego Lopez e lo stadio che esplose».

LEADER DELLO SPOGLIATOIO E “CHIOCCIA” PER I PIU’ GIOVANI – «Ormai sono uno dei vecchi del gruppo, mi fa piacere essere considerato e rispettato per quello che faccio in campo ma ripeto: i miei gol sono importanti ma confido che oltre ai miei arrivino anche quelli dei miei compagni che stanno crescendo in fiducia per affrontare le prossime sfide con il giusto spirito».

DA SALVARSI A SALIRE: DIFFERENZE – «Veleggiare nella zone alte è sicuramente un fattore di minor stress, resta la competitività ma c’è meno pressione, perché l’ipotesi retrocessione può davvero diventare un fattore mentale negativo, mentre la lotta per salire fa alzare l’asticella ma si affronta con uno spirito diverso, con più entusiasmo e serenità. Voglio dire, c’è meno pressione psicologica e più gioia nel gruppo».

SPESSO E VOLENTIERI NELLA TOP 11 DI SERIE B – «Ringrazio chi mi ci inserisce ma sinceramente non faccio caso a queste classifiche, anche se sono cose che fanno piacere. Io gioco a pallone per far divertire il nostro pubblico, per me è quello lo scopo principale del nostro lavoro che poi è uno spettacolo, è la cosa più bella del calcio».

IL NUMERO DI MAGLIA – «Avevo iniziato con il numero 31 data di nascita di mia figlia primogenita, poi avevo provato con il numero 24, giorno di nascita del figlio piccolo, ma siccome ormai i numeri erano stati tutti assegnati, compreso il 10 che ho lasciato volentieri a Salvatore Esposito ho virato sul 99, un numero insolito, non comune per chi gioca in attacco» .

LA POSIZIONE IN CAMPO – «Non ho preferenze particolari, da dentro si toccano molti più palloni, ma partendo largo hai più possibilità di puntare l’avversario».

MARCATURE ASFISSIANTI – «In serie A bisogna pensare in una frazione di secondo, in B il gioco è più duro a livello fisico ma ti lascia più tempo per pensare e più spazio per giocare la palla».

ADATTAMENTO ALLA CATEGORIA –  «Più che altro è stato difficile l’adattamento alla categoria, anche inconsciamente. Fortunatamente abbiamo ritrovato serenità e entusiasmo anche grazie all’arrivo di tanti giovani, tutto quello che ho lo trasmetto ai ragazzi cui insegno che prima di diventare grandi giocatori bisogna imparare a diventare uomini».

VERDE, NIKOLAOU, ZOET, HRISTOV E RECA: ZOCCOLO DURO AQUILOTTO – «Siamo una società che non merita di stare dove siamo, fortunatamente ci stiamo riprendendo il calcio è anche questo, ti da tanto e ti toglie tanto, come ho già detto dobbiamo essere più sporchi e cattivi senza dimenticare la nostra identità di gioco. Mister D’Angelo ha il merito di averci ridato fiducia, i risultati che stanno arrivando sono principalmente merito suo».

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