L’ex aquilotto Borgo al “Picco” per Spezia-Salernitana: “E’ sempre lo stadio dei sogni per me il Picco. Maldini ha tecnica e forza e si è saputo ritagliare uno spazio in una zona importante“
Sergio Borgo, ex calciatore dello Spezia che dall’85 all’88 ha totalizzato 83 presenze in maglia bianca, era presenta domenica sulle tribune del “Picco” per assistere a Spezia-Salernitana.
L‘ex giocatore dei bianchi gestisce ora una Academy tra Gambia e Senegal in cui sforna talenti di cui gli ultimi due accasatisi alla Roma e uno alla Fiorentina.
Borgo è stato intervistato dai colleghi de Il Secolo XIX: ecco le risposte più interessanti che ha dato l’ex calciatore aquilotto.
PRESENTE PER L’INVITO DI SHOMA – «Eravamo in tribuna perché ci ha invitato Eldor Shomurodov. Eravamo in contatto con lui e con altri ragazzi della Roma, ci ha chiesto se prima di rientrare in Africa volevamo vedere la partita. Abbiamo anche portato fortuna».
SHOMURODOV – «A me lui piace, classico giocatore dell’Est, attaccante che gioca anche con spregiudicatezza. Sembrano timidi, riservati nell’espressione e questo li penalizza, ma qui si tratta di un ottimo calciatore».
LA GARA – «Spezia che ha sofferto nel primo tempo e che poi l’ha ribaltata nella ripresa, peccato perché avrebbero potuto vincerla; quando ti fermano un palo e una traversa hai del rammarico da spendere. Nel primo tempo, però, meglio loro».Una squadra che può salvarsi e che dimostra anche di saper risalire?
MEGLIO IL SECONDO TEMPO – «Sono stati bravi a ricomporre tutto dopo un brutto inizio, ma hanno cambiato nel momento migliore, e bravo Semplici a centrare le mosse giuste».
AGUDELO – «Il colombiano ha fatto 20 minuti di fuoco, creando scompiglio, non sono dal punto di vista tecnico, più caratteriale. Ha dato una scossa di adrenalina alla squadra tutta, l’ha come presa per mano».
MALDINI – «Io parto da lontano. Ho conosciuto il nonno che è stato mio allenatore a Foggia, quando la Lazio mi mandò in prestito. Qui parli di stile, dna, intelligenza ed eleganza. Sono gente, i Maldini, che sanno quello che fanno e come lo fanno, la loro storia lo dice. Hanno un timbro dentro. Daniel ha tecnica e forza, si è saputo ritagliare uno spazio in una zona di campo importante, e lo ha fatto con quella personalità che ritrovi nei calciatori giovani che poi emergono. Guardate che punizione che ha tirato e dove l’ha messa»
SEMPLICI e IL TIFO DEL PICCO – «Direi che i meriti del mister sono indubbi, può far ancora crescere la squadra. Il Picco? Anche se sono cambiati i tempi, e siamo cambiati noi, è sempre lo stadio dei sogni, di quello che magari immagini non possa avvenire e invece avviene. Di gente che se gioca lì poi se lo ricorda per tutta la vita»
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Ma un articolo vostro tutto vostro senza fare copia ed incolla specie dal Secolo xix prima o poi ce la fate a scriverlo? È curiosa sta storia
Non era stanco alla fine , perciò anche giocando dall’inizio sarebbe bello
Eterna gratitudine per il capitano e quella squadra. La squadra degli eroi.
Grande Borgo!!!