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Macìa: “Kiwior? Non era un’opportunità a cui poter dire di no”

Il direttore dello Spezia chiaro: “Mi aspetto che altri giocatori dello Spezia in futuro possano fare un percorso simile. Esposito si è ripreso subito dall’errore con la Roma. Nel calcio moderno sempre più veloce bisogna sbagliare il meno possibile!”

A margine della presentazione di Salvatore Esposito ha parlato anche il Direttore dell’Area Tecnica dello Spezia Eduardo Macìa: queste le sue parole.

LA PRESENTAZIONE DI ESPOSITO –Giocatore di grande personalità nella gestione e nell’atteggiamento, e soprattutto nell’anticipo della lettura delle situazioni. Pezzo importante per noi, per il nostro futuro e per la nostra società, siamo convinti al 100% che lui darà questo contributo e questa crescita calcistica alla società. Lo ringrazio per essere venuto, aveva altre opzioni, ma la sua voglia di venire da noi ci ha convinti ancor di più. Speriamo adesso che la fiducia si possa ripagare, benvenuto Salvatore“.

L’ERRORE CON LA ROMA –In una partita puoi fare dieci cose bene e dieci cose male. Nella partita con la Roma ha fatto cose positive, la mia soddisfazione è stata vederlo riprendersi subito. Ha dimostrato grande personalità nel riprendersi. Come ha detto il nostro capitano Gyasi noi non cerchiamo alibi, andiamo al campo sempre per vincere e fare il nostro meglio. Possiamo migliorare, sono state belle parole che rappresentano la nostra realtà. Quest’anno abbiamo perso tanti punti nel finale e mai abbiamo mollato, siamo ragazzi con buona mentalità. È successo 4-5 volte, ma la squadra continuano a non mollare ed è un grande valore“.

SBAGLIARE MENO IN UN CALCIO PIU’ VELOCE – Il calcio di oggi ti richiede attenzione assoluta. Il calcio diventerà sempre più così, anche di più, bisogna lavorare sulla gestione della palla, sulla tensione, sulla rapidità di movimenti. Il calcio di oggi vede calciatori prendere decisioni più veloci degli avversari“.

ARSENAL e JAKUB KIWIOR – Mi aspetto che altri giocatori dello Spezia in futuro possano fare un percorso simile. Questo è un campionato strano con il Mondiale nel mezzo, questa situazione era simile a quando il Mondiale era in estate, con i movimenti di un certo livello subito dopo. La cosa importante per noi come società è avere la forza di scegliere con un calciatore il suo percorso futuro. Bisogna mettere a posto tante cose: il prestigio della società, il prestigio del calciatore. Non era un’opportunità a cui potevamo dire di no, è vero che è stato un po’ presto ma il lavoro dietro è stato lungo“.

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