E dopo 28 partite la porta dello Spezia rimase intonsa

L’imbattibilità di Provedel dopo 28 partite in cui si prendeva gol è più di un segnale…

Tanto tuonò che piovve“…forse non è il caso di scomodare addirittura Socrate, ma sicuramente la porta inviolata per lo Spezia non si vedeva da molte, anzi moltissime partite.

Quante? Bè precisamente 28!

Esatto erano proprio 28 le partite consecutive in cui lo Spezia aveva subito almeno una rete.

Quindi non solo i tre importantissimi punti conquistati dalla squadra di Thiago Motta contro il Torino, ma anche un bello zero alla voce “gol subiti“.

Divisione dei meriti

A chi è giusto dare i meriti? Noi pensiamo che i meriti siano da dividersi tra vari protagonisti.

Si comincia dall’allenatore che ha scelto uno schieramento più equilibrato.

La mossa di piazzare Sala a protezione della difesa aggiungendo un uomo al reparto nevralgico del campo ha infatti dato i suoi frutti.

Si prosegue con i giocatori che hanno offerto una prova di grande sacrificio, proprio quella che ci voleva per mettersi alle spalle la sconfitta di Firenze.

Certo l’uomo copertina di questo Spezia-Toro rimane Jacopo Sala.

Il suo rientro ha fornito filtro e schermo davanti alla difesa all’interno di una partita veramente gagliarda sublimata dal gol dei tre punti che fa quasi da contrappasso tra il N°7 della scorsa stagione a quello che abbiamo finora potuto ammirare in questa.

Il riscatto di tutti dopo l’opaca prova di Firenze

Ecco Jacopo Sala è il primo, ma non è il solo…

Basti pensare a Nzola che ha lottato come un leone su ogni pallone pressando i difensori granata fin dal nascere dell’azione.

Basti pensare al rientrante Verde che come una “scheggia impazzita” si spostava da destra a sinistra fino alla trequarti o al cerchio di centrocampo per dare manfore ai suoi in fase di non possesso palla.

Basti pensare a Gyasi che nella ripresa è stato arretrato in fascia destra a difendere e raddoppiare Amian sulle iniziative di Aina e Praet.

Basti pensare a Kovalenko e Maggiore che pur essendo “uomini di costruzione” del gioco non hanno lesinato la gamba in battaglia

E poi in difesa è tornato “Il Muro Croato“: che spettacolo Martin Erlic al centro della retroguardia.

Annichilito il centravanti della Nazionale Italiana Campione d’Europa Belotti e, quando lui è uscito, il croato promesso sposo del Sassuolo ha annullato anche l’iberico Sanabria.

Con questa voglia, con questa dedizione e con questa abnegazione una cosa è sicura: lo Spezia non è spacciato, ma se l’andrà a giocare in ogni campo facendo poi del “Picco” il proprio fortino sostenuto da dei tifosi incredibili!

Redazione

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1 Commento
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Alex il moro
4 anni fa

Ora lasciate lavorare il mister, persona educata e perbene che cerca di arrangiarsi con quello che gli e messo a disposizione, squadra fatta con i piedi e spero che lui non sia ne responsabile ne corresponsabile.
è inutile e pure dannoso che ne venga richiesto l’allontanamento, ora siamo così e bisogna tirarsene fuori.
per trovare un centrocampista deve fare gli equilibrismi, spostare questo di qua l’altro di là è una sofferenza umana e sportiva, gli altri possono fare cambi ruolo per ruolo, noi no cosa volete licenziare, esiste anche il pudore.

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