La strada è in salita, ma qualcuno pensava che sarebbe stato facile?
E’ vero il calciomercato invernale non ha portato i rinforzi sperati!
E’ vero la rosa evidenzia alcune lacune che potevano essere colmate e non vi è stato posto rimedio.
E sì, ci sono anche le notizie dell’imminente cessione delle quote societarie da parte di patron Volpi a dei non meglio precisati americani che inficiano il morale…
Però a pensarci bene gli spezzini, gente di mare, e soprattutto i tifosi dello Spezia ne hanno viste veramente di peggio.
Fallimenti, ripartenze dalla Serie D, derby perso con la Sarzanese, le trasferte a Pizzighettone e Lottogiaveno: abbiamo lottato per anni nei campi di Serie C2 e Serie C1 quando una salvezza all’ultima giornata sembrava aver vinto la Coppa del Mondo.
Cosa è cambiato? Siamo diventati tutti palati fini?
Certo è ovvio che tutti vorrebbero una squadra forte che si possa salvare in scioltezza, ma questo è il primo campionato in Serie A della storia dello Spezia in 114 anni di vita!
Già non si può entrare al “Picco” a spingere i “nostri ragazzi” con il poderoso tifo aquilotto conosciuto in tutta Italia, ora vogliamo anche metterci a soffiare contro?
Nulla è perduto, per quanto sia tutto terribilmente in salita, ma agli spezzini le cose facili non sono mai piaciute.
Abbiamo il sale addosso e nella testa.
Siamo quelli che preferiranno sempre un Paolino Ponzo a un qualsiasi altro calciatore talentuoso.
A noi piacciono i calciatori che sudano la maglia, che danno valore a quei colori che indossano. Noi ci innamoriamo di questi calciatori, non delle primedonne che non si sentono parte di un gruppo.
Ci piace una squadra che lotta fino all’ultimo e se questa lo fa siamo pronti ad applaudire fino a spellarci le mani anche se il risultato non è stato ottenuto.
Dicevamo, nulla è perduto, siamo ancora incredibilmente in corsa quando tutti ci davano già per spacciati al termine di un girone e in più qualche soddisfazione in Coppa Italia ce la siamo levata.
Mister Italiano e i suoi ragazzi lotteranno fino alla fine per loro, ma anche per noi.
Certo senza Nzola è più dura, certo un terzino destro serviva, certo la difesa gioca alta, certo commettiamo errori evidenti, ma già lottare fino all’ultimo minuto di questo primo campionato di Serie A per raggiungere l’obbiettivo è un risultato che forse in molti non si sarebbero neanche immaginato.
Ora bisogna fare di necessità virtù!
E poi siamo sicuri che un qualsiasi altro giocatore capirebbe meglio cosa significa indossare questa maglia rispetto a Maggiore, Bastoni, Vignali, e mettiamoci anche Acampora, ragazzi cresciuti con questi colori addosso.
E siamo sicuri che questi ragazzi non lo abbiano spiegato ai nuovi arrivati?
Chi può dire in Serie A di avere tre giocatori della sua città a rappresentarli in campo? A volte sbagliano? E’ normale sono all’esordio come tutti noi.
L’orgoglio di essere spezzini a difendere i colori dello Spezia è un po’ l’orgoglio, con i dovuti paragoni, che hanno i baschi a difendere il biancorosso dell’Atletic Club Bilbao.
Al tifoso dello Spezia è sempre piaciuto il “mugugno” e questo fatto non cambierà mai, ora però è il momento di stare tutti con Italiano e i suoi ragazzi!
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