A poche ore dal derby cresce l’attesa del popolo spezzino
Partite spettacolari avrebbero meritato palcoscenici all’altezza. Il Picco è pronto ma non ruggirà come fece il 6 aprile 2006, maledetto Covid-19 che ci hai privato anche di questo evento tanto atteso dalla città e non solo. Questa sera infatti è in programma l’atteso derby Spezia-Genoa.
Today is the day, o se preferite l’italianissimo Ligabue è “il giorno dei giorni”. Novanta minuti, novanta dannatissimi minuti, una partita, un derby, in palio la gloria. C’è poco da spiegare, da raccontare, da teorizzare e da calcolare. Questa sera c’è solo da vincere o almeno pareggiare, ma questa opzione non la teniamo troppo inconsiderazione.
Come spesso accade, mister Italiano si è tenuto abbottonatissimo riguardo la formazione, ci mancherebbe altro, e ai tifosi la formazione interessa sì, ma fino ad un certo punto. Giocherà Bastoni oppure Marchizza? Ci sarà Terzi al fianco di Chabot? Farias sarà titolare? Poco importa. In questo derby tutti e undici devono attaccare e difendere con la stessa ferocia, come se fosse l’ultima partita della carriera oppure come se fosse una finale. Quindi sarà il tecnico spezzino ad arrovellarsi nel 4-3-3 consapevoli che il calcio è ancora, per fortuna, una pura questione di gambe e cuore, tanto cuore. Certo, la tattica conta tantissimo ma in partite come queste tutto va bene, anche una prestazione poco esaltante ma che alla fine porti il risultato che tutti attendono. Il popolo spezzino ci crede, oggi come nel lontano 2006. Spezia-Genoa, il giorno dei giorni.
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