Il tema della direzione arbitrale in Serie C torna al centro del dibattito dopo l’approfondimento firmato dal collega Armando Napoletano, pubblicato oggi sulle pagine de Il Secolo XIX. Nel suo articolo, il giornalista definisce «chiaro» il problema arbitrale della categoria, individuando nella direzione di Davide Gandino, della sezione AIA di Alessandria, durante Spezia-Latina, uno degli esempi più evidenti.
La prestazione del direttore di gara al ‘Picco‘ viene giudicata severamente, come già fatto da Calcio Spezia ieri, soprattutto per la gestione complessiva dell’incontro. Secondo l’analisi proposta, Gandino avrebbe mostrato difficoltà nel controllare la partita, lasciando che le situazioni di tensione condizionassero lo svolgimento del gioco anziché intervenire con decisione.
Personalità e gestione disciplinare, le criticità della Serie C
Al centro delle riflessioni c’è soprattutto la questione della personalità arbitrale, ritenuta fondamentale per dirigere incontri caratterizzati da ritmi intensi e frequenti contrasti. Gli errori tecnici e disciplinari possono verificarsi, ma, secondo l’analisi, l’assenza di autorevolezza rischia di compromettere il controllo della gara e di favorire situazioni potenzialmente pericolose.
Nel caso di Gandino, la mancanza di incisività sarebbe emersa fin dalle prime fasi della partita contro il Latina. Un utilizzo più deciso dei cartellini, secondo questa lettura, avrebbe potuto contribuire a contenere le proteste e a mantenere una maggiore disciplina in campo. Il direttore di gara, invece, avrebbe subito gli eventi dall’inizio alla fine, senza riuscire a imporre una gestione efficace.
Le difficoltà sarebbero diventate ancora più evidenti nella seconda parte dell’incontro, quando il calo sul piano psicologico avrebbe contribuito ad aumentare la confusione nelle decisioni e a rendere meno chiara l’individuazione degli episodi capaci di interrompere o alterare la regolarità del gioco nelle file del Latina.
Valutazioni arbitrali e proteste: il problema va oltre il Picco
Secondo le informazioni riportate nell’approfondimento, Gandino ha diretto cinque partite nella stagione in corso, raccogliendo ufficiosamente quattro valutazioni negative. Un bilancio che, se confermato, potrebbe complicarne il percorso di crescita professionale. La sua direzione di Spezia-Latina viene descritta come la peggiore vista al ‘Picco‘, con una valutazione ipotizzata di 8,30, che secondo i parametri arbitrali dell’AIA è indicata come la più bassa possibile nel contesto preso in esame.
Le contestazioni, tuttavia, non riguardano soltanto la partita dello Spezia. Proteste sarebbero arrivate anche da Lucarelli, allenatore del Livorno, dopo la gara disputata a San Benedetto del Tronto. Episodi differenti che, nell’analisi del problema, contribuiscono ad alimentare interrogativi più ampi sulla qualità e sulla uniformità delle direzioni arbitrali in Serie C.
FVS, dubbi sull’utilizzo della tecnologia e sugli episodi contestati
Un altro punto centrale riguarda l’impiego dell’FVS, il sistema di revisione degli episodi a disposizione delle squadre. Anche in questo ambito emergono perplessità sulla coerenza delle valutazioni e sulla capacità di utilizzare le immagini per chiarire le situazioni più controverse. Nel confronto di Ravenna, a gioco fermo, sarebbe stata lasciata passare una sbracciata ai danni di Bright.
Le telecamere del ‘Picco‘, invece, avrebbero inquadrato l’episodio che ha coinvolto Di Serio, mostrando il giocatore dello Spezia subire un contatto prima di reagire pur in maniera ingenua. Due situazioni richiamate per evidenziare i dubbi sull’uniformità con cui vengono valutati gli episodi e utilizzato il sistema di revisione.
Nel quadro delle polemiche viene ricordato anche il caso Florenzi-Luongo: dove il fallo di Plicco a gamba tesa sul ginocchio del centrocampista aquilotto che ne ha provocato la rottura del legamento crociato e del menisco del ginocchio sinistro non è stato neanche sanzionato.
Dopo quell’episodio, Luongo è stato designato solamente nella direzione di Pineto-Reggiana. L’attenzione si sposta inoltre sulla direzione di Ramondino a Ravenna, nonostante le proteste della formazione romagnola, e sull’operato del quarto ufficiale Diop, descritto positivamente nell’ambito della stessa partita.
Le indicazioni del designatore Ayroldi a inizio stagione
Le criticità attuali vengono messe a confronto con le indicazioni fornite a inizio campionato dal designatore arbitrale Giovanni Ayroldi, che aveva illustrato con chiarezza alcuni principi relativi alla gestione delle partite e all’utilizzo dell’FVS. Tra le priorità indicate figuravano l’intransigenza nei confronti delle proteste e il contrasto a qualsiasi forma di pressione eccessiva sugli arbitri durante le procedure di revisione. L’obiettivo era garantire lucidità, autorevolezza e uniformità decisionale anche nei momenti più complessi.
Nell’approfondimento viene sottolineato come le indicazioni iniziali non lasciassero prevedere una tolleranza così ampia nei confronti del gioco duro, almeno secondo la lettura proposta degli episodi verificatisi nelle prime giornate.
Le parole di Ayroldi: serenità nelle decisioni e fermezza contro le pressioni
Le indicazioni del designatore erano state accompagnate da un richiamo alla necessità di affrontare con serenità gli eventuali cambi di decisione dopo una revisione video. «Gli arbitri devono affrontare con serenità un eventuale cambio di decisione, perché meglio fare un errore sul campo che due», aveva dichiarato Ayroldi, ribadendo inoltre che, in assenza di immagini sufficientemente chiare, la decisione presa sul terreno di gioco avrebbe dovuto essere confermata.
Il designatore aveva poi insistito sulla necessità di mantenere un atteggiamento fermo nei confronti di qualsiasi comportamento che comportasse un contatto fisico con il direttore di gara: «Massima fermezza nei confronti di qualsiasi atteggiamento che comporti il contatto fisico con l’arbitro, che non sarà tollerato».
Il dibattito sulla Serie C si concentra dunque su più aspetti: personalità dei direttori di gara, gestione disciplinare, uniformità delle decisioni e applicazione dell’FVS. Il caso Spezia-Latina, insieme agli altri episodi citati, riporta l’attenzione sulla necessità di garantire direzioni autorevoli e coerenti, soprattutto nelle situazioni in cui tensione e proteste rischiano di compromettere il controllo della partita.


