Un amore per lo Spezia che non conosce distanze, confini geografici o sacrifici. È questa la storia dei “Fèa de Spèza”, il gruppo organizzato della tifoseria aquilotta che riunisce sostenitori residenti lontano dalla provincia spezzina, pronti ogni settimana a macinare centinaia di chilometri per stare accanto alla squadra. A raccontarne la storia è il collega Busoni sulle pagine de Il Secolo XIX, con un approfondimento dedicato a quelli che amano definirsi gli “eterni trasfertisti”.
Il progetto nasce nel 2018, inizialmente come semplice gruppo WhatsApp, per poi assumere una struttura sempre più definita. «Ci siamo formati tra incontri fortuiti e passaparola per poi darci un’identità vera e propria come gruppo organizzato nel 2022 e come gruppo informale con uno statuto nel 2024», spiegano Nicola e Simone, rispettivamente presidente e vicepresidente, provenienti da Bergamo e Genova. Un’organizzazione attenta anche alla solidarietà: «Volevamo fare le cose per bene, alla chiusura di ogni annualità facciamo beneficenza con i proventi del nostro materiale».
Una passione che attraversa tutta la penisola
Oggi i Fèa de Spèza contano più di trenta tesserati, distribuiti in numerose zone d’Italia. Oltre alle aree fuori dalla Spezia, il gruppo comprende sostenitori delle province di Bergamo, Genova, Napoli, Massa, Milano, Torino, Brescia, Bologna, Parma, Firenze, Roma e della Sardegna.
Non si tratta di semplici simpatizzanti, ma di tifosi che hanno trasformato la propria passione in una presenza costante sugli spalti. «Ogni nostro tesserato è sempre stato un “tifoso presente”: abbonato e con molte presenze in trasferta». Per chi vive lontano, però, seguire le Aquile richiede organizzazione e sacrifici economici: «Se per un tifoso residente alla Spezia può essere banale andare al Picco, per noi è oneroso».
Le trasferte, tra condivisione e sacrifici
Per rendere sostenibili i viaggi, il gruppo ha iniziato organizzando delle staffette, mettendo insieme i tifosi in base alla loro provenienza per condividere le spese. Una soluzione che ha contribuito a consolidare ulteriormente il legame tra i componenti. Anche con un calendario complicato, tra anticipi, posticipi e orari poco agevoli, lo Spezia resta la priorità.
Da tempo il gruppo ha scelto di dare precedenza al drappo, assumendosi l’impegno morale di portarlo sempre con sé. Chi lo trasporta in trasferta può contare sul sostegno economico degli altri membri attraverso una colletta.
Il no ai divieti e il ricordo di Catanzaro
In questo avvio di campionato, i divieti di trasferta per i residenti hanno costretto i Fèa de Spèza a seguire le Aquile senza poter contare sulla partecipazione di tutti. «Purtroppo il blocco generalizzato delle trasferte ha iniziato a prendere piede due anni fa. Si perde l’essenza del calcio, il tifo connotato da un sano campanilismo», raccontano.
Da Ravenna, però, il gruppo conta di tornare al completo, pronto a vivere nuove avventure al seguito della squadra. Nel loro archivio di ricordi c’è già un’impresa significativa: «Nel 2024 abbiamo fatto la tratta Milano-Catanzaro a bordo di un van da 9 posti, con andata e ritorno in giornata».
Una testimonianza di passione autentica, fatta di chilometri, amicizia e sacrifici, con un unico punto fermo: seguire lo Spezia ovunque giochi, senza lasciare mai sola la maglia bianca.


