Spezia, la rivoluzione silenziosa di Angelozzi: 24 volti nuovi per ricostruire il futuro delle Aquile

Dopo la retrocessione in Serie C 24 acquisti, 19 cessioni, un solo giocatore confermato in rosa rispetto alla scorsa stagione: un "lavorone" di Angelozzi per risanare lo Spezia sia a livello economico che tecnico

Ventiquattro volti nuovi, considerando anche Ndow acquistato e subito girato in prestito annuale al Cosenza nel Girone C di Serie C, diciannove tra cessioni e rescissioni , oltre a tutti quei giocatori che hanno lasciato ill Club di via Melara per fine prestito, e un solo giocatore confermato rispetto alla scorsa stagione:Giuseppe Di Serio, reintegrato dopo la chiusura del mercato estivo.

Sono i numeri della trasformazione operata dallo Spezia sotto la guida del D.t. Guido Angelozzi.

Una vera e propria rivoluzione silenziosa, come la definisce il collega Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX, nata dalla necessità di ricostruire un club precipitato dalla Serie A alla Serie C dopo quattordici stagioni consecutive tra massimo campionato e Serie B.

Il ritorno dell’architetto della Serie A

Il ritorno di Angelozzi alla Spezia ha avuto anche un significato romantico. Sei anni dopo il doloroso esonero del 2020, il dirigente catanese è tornato nel luogo dove aveva costruito una delle pagine più importanti della storia aquilotta: la prima promozione in Serie A.

Un ritorno scelto per raccogliere una sfida complessa: sistemare un ambiente colpito dalla retrocessione, riportare equilibrio nei conti e ricostruire un’identità tecnica. Lo Spezia che aveva vissuto l’epoca delle vittorie a San Siro contro il Milan e al Diego Armando Maradona contro il Napoli aveva lasciato spazio a una realtà profondamente diversa. Angelozzi è stato chiamato a ripartire dalle basi.

Un mercato costruito secondo il metodo Angelozzi

Nella sua lunga carriera il dirigente ha sempre avuto una caratteristica precisa: costruire squadre capaci di crescere nel tempo. Dal progetto dello Spezia di Vincenzo Italiano al Frosinone di Fabio Grosso, passando per le basi del Sassuolo di Eusebio Di Francesco arrivato fino all’Europa League, Angelozzi ha dimostrato di saper individuare giocatori funzionali e valorizzarli.

Anche il nuovo Spezia porta la sua firma: esperienza con elementi come Alessandro Micai, qualità e personalità con Galo Capomaggio, fisicità con Motiejus Šapola, oltre a scommesse come Alessandro Cardinali. Un mix costruito tra certezze e giovani prospetti, seguendo una filosofia precisa: il calcio non si costruisce soltanto attraverso i dati e i video, ma anche osservando direttamente i giocatori.

Il rapporto con la piazza e la rinascita del tifo

Uno degli obiettivi principali di Angelozzi era anche quello di ricostruire il rapporto tra società e tifoseria. Nonostante due retrocessioni consecutive, il popolo aquilotto ha risposto con entusiasmo, facendo registrare il secondo miglior risultato di sempre nella campagna abbonamenti. Un segnale importante per un club che aveva bisogno di ritrovare entusiasmo e appartenenza dopo la caduta dalla Serie B alla Serie C.

Un dirigente controcorrente

Angelozzi, oggi settantaduenne, resta una figura particolare nel calcio italiano. Un uomo schietto, sincero, diretto e che non ha davvero peli sulla lingua come ha dimostrato ampiamente nella conferenza andata in scena ieri al “Picco a commentare l’estenuante sessione estiva di calciomercato da lui condotta in seno al Club di via Melara.

Un uomo spesso al centro delle critiche perché le sue dichiarazioni dirette e sincere spesso mal si sposano con il mondo del calcio dove i protagonisti dichiarano una cosa e il giorno dopo ne fanno un’altra, ma sempre concentrato sul lavoro e sugli interessi della società.

Nella sua carriera ha scoperto talenti, lanciato giocatori e costruito squadre partendo spesso da situazioni difficili. Un percorso iniziato molti anni fa, quando ancora si lavorava con la vecchia lavagna, e proseguito nell’epoca degli algoritmi e dell’analisi dei dati. Ma il principio è rimasto lo stesso: il campo come laboratorio quotidiano.

La missione Spezia

Il “nuovo Spezia” nasce quindi dalla visione di Angelozzi: una squadra giovane, ma con personalità, costruita per competere e crescere.

La strada verso il ritorno ai livelli più alti sarà lunga, ma il progetto ha già una base solida. La rivoluzione è stata profonda, ma silenziosa: ora sarà il campo a dire se il metodo Angelozzi avrà ancora una volta trovato la formula giusta.

Redazione

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6 Commenti
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stefano
6 giorni fa

Grazie Direttore

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6 giorni fa

Ci volevo quando eravamo in A sicuramente avremmo fatto altri 2/3 campionati nella massima serie senza indebitarsi come dei matti per poi arrivare alla C in tre anni 🦅🦅🔝🔝🔝🙏🏿🙏🏿🙏🏿grazie ancora grazie

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6 giorni fa

Indipendentemente da come andrà questa stagione vi posso assicurare che l’operato di Angelozzi è stato davvero a dir poco straordinario. Chi vi scrive non si esprime soltanto per piaggeria o per seguire correnti di pensiero altrui, ma piuttosto per l’ampia conoscenza che ho riguardo i calciatori che militano fino alle serie minori professionistiche. Angelozzi non solo ha ricominciato da zero (già di per sé complicato), ma addirittura ha portato nel Golfo giovani di spessore e con ampi margini di crescita. Purtroppo molti di noi non conoscono parte di questi ragazzi arrivati e proprio per questo potrebbe essere complicato apprezzarne la… Leggi il resto »

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6 giorni fa

Guido,portaci in serie b

Commento da Facebook
6 giorni fa

GRANDEEEEEE DIRETTORE !!!

Commento da Facebook
6 giorni fa

Grande Direttore sempre dalla sua parte.💪🏼🦅🦅🦅

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