Spezia e il “monte ingaggi”: bisogna tagliare per ripartire

Il Club di via Melara dovrà affrontare una massiccia riduzione dei costi salariali dopo la retrocessione in Serie C, altrimenti il rischio è di non riuscire a sostenere il monte ingaggi

Lo Spezia, dopo la retrocessione dalla Serie B alla Serie C, si trova di fronte a un enorme problema legato al budget stipendi, come sottolineato da Armando Napoletano in un articolo su Il Secolo XIX. Il Club di via Melara, che già deve fare i conti con un bilancio deficitario, dovrà ora affrontare una difficile sfida nel ridurre un monte ingaggi che rischia di diventare insostenibile. Tre calciatori di ritorno, infatti, hanno stipendi che superano già il totale del “paracadute” economico derivante dalla retrocessione, che ammonta a una cifra che verrà definita tra 1.5 e 1.9 milioni di euro massimo.

Gli stipendi pesanti di Zurkowski, Antonucci e Verde

Uno dei principali problemi per il club aquilotto è rappresentato dagli stipendi di alcuni calciatori di ritorno. Szymon Zurkowski (nella foto, Ndr), centrocampista polacco che ha praticamente passato l’intera stagione in infermeria per il secondo campionato consecutivo dopo l’Empoli l’anno scorso, ha un contratto che gli garantisce un ingaggio complessivo di 1.558.000 euro, diviso in due parti uguali fino al 30 giugno 2027 (circa 779.000 euro a stagione). In aggiunta, Mattia Antonucci, attualmente alla Salernitana dopo un prestito infruttuoso al Bari, ha un contratto che costa al club circa 850.000 euro lordi all’anno, cifra che lo Spezia dovrà sostenere dal suo rientro. Anche Daniele Verde, il quale ha appena concluso la sua esperienza al Karagumruk che come abbiamo spiegato ieri non lo ha riscattato vista la retrocessione nella seconda serie turca, ha ancora un anno di contratto con un ingaggio lordo di un milione di euro.

Il budget da ridurre drasticamente

Oltre a questi ingaggi, lo Spezia si trova ad affrontare un budget iniziale superiore ai 23 milioni di euro, che dovrà essere drasticamente ridotto. In base alle normative relative alla Serie C, il Club di via Melara sarà obbligato a ridurre il monte ingaggi complessivo fino a non superare il 50% dei ricavi effettivi della società.

In altre parole, il valore degli stipendi dovrà essere proporzionale al fatturato e ai ricavi dell’azienda, con il rischio di non riuscire a soddisfare tutte le richieste. Inoltre, è stato introdotto anche un tetto agli stipendi individuali, fissato a circa 9.500 euro netti al mese, con un margine di 13.500 euro considerando i bonus.

Le opzioni per ridurre i costi

Al fine di ridurre il monte ingaggi, il club potrà agire su diverse linee: rescissioni contrattuali o rinegoziazioni con accordi più favorevoli. Fortunatamente, diversi giocatori sono in scadenza nel 2027, il che lascia spazio a possibili trattative per modificare i termini dei loro contratti. Tra i nomi in scadenza ci sono Sarr, Mateju, Cistana, Giorgeschi, Bandinelli, Nagy, Zurkowski, Djankpata, Di Serio, Antonucci, Verde, Soleri. Alcuni di loro potrebbero rimanere, a partire da Vignali e Cassata, ma è probabile che molti altri vengano ceduti o lasciati partire.

I primi tagli di mercato

A livello di bilancio, lo Spezia ha già iniziato a operare in questa direzione. A gennaio sono stati ceduti Salvatore Esposito e Wisniewski, due dei calciatori con gli stipendi più alti in rosa, assieme a Zurkowski. Altri giocatori arrivati in prestito, come Radunovic, Loria, Bonfanti, Comotto, Romano, Bellemo, Sernicola, Beruatto e Valoti, per i quali con la retrocessione non è scattato l’obbligo di riscatto, Skjellerup e Vlahovic, hanno già lasciato il club.

Inoltre, c’è da considerare la situazione di Artistico, che potrebbe essere riscattato per 3 milioni di euro, ma che ha un controriscatto a favore della Lazio pari a 500.000 euro. Alla fine l’operazione porterà quindi un guadagno nelle casse del Club di via Melara di mezzo milione di euro, ma la perdita del centravanti (unica nota positiva della stagione appena conclusa, Ndr) è sicura.

Un’operazione di risanamento complessa

Il Club Bianco è dunque davanti a un compito arduo: ridurre un monte ingaggi insostenibile e fare in modo che la società riesca a restare competitiva in Serie C, senza dover continuamente attingere a fondi da parte di Tom Roberts, che finora ha investito ben 65 milioni di euro nel progetto tra stipendi, calciomercato, riqualificazione dei campi del “Ferdeghini”, enorme buco a bilancio e quant’altro.

La politica degli ingaggi elevati, promossa dal D.t. Eduardo Macía durante i suoi due anni e poco più alla guida dell’Area Tecnica, rischia di diventare uno dei talloni d’Achille dello Spezia, in particolare alla luce della difficile situazione economica legata alla retrocessione. La sfida sarà ardua, ma se gestita correttamente, potrà segnare l’inizio di un nuovo ciclo per il Club di via Melara.

Redazione

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4 Commenti
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Esk3r3k3
3 mesi fa

Mirko non Mattia Antonucci…

stefa978
3 mesi fa

Cn questo monte ingaggi ormai siete diventati un incubo, lo sappiamo tutti che il sordo&muto e’ il principale responsabile, ma Melissano cos ha fatto per migliore qst situazione???nulla , anzi ha peggiorato il tutto, purtroppo paghiamo la sua poca competenza, e c’e’ qualcuno che lo difende, roba da matti…

Commento da Facebook
3 mesi fa

Chi non taglia schiaffi a gogo

Giorgio
3 mesi fa

Unico responsabile????maciaaaa

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