Nella seconda parte della conferenza stampa di presentazione, Roberto Donadoni ha affrontato con lucidità i temi più tecnici legati alla squadra e alla prossima sfida contro il Bari, in programma al “Picco” dopo appena tre allenamenti. L’allenatore lombardo, tornato in panchina dopo alcuni anni di pausa, ha mostrato di avere le idee chiare su come impostare il suo lavoro: niente rivoluzioni immediate, ma attenzione ai dettagli, serenità e convinzione.
«L’obiettivo che ho trasmesso ai ragazzi non è la salvezza, ma tirare fuori tutto il potenziale che questa squadra possiede», ha spiegato il tecnico. «Ho trovato grande partecipazione e intensità in questi primi giorni. È normale quando arriva un nuovo allenatore, ma ciò che conta è la continuità. Ho avuto indicazioni precise da Melissano e Gazzoli, sia sul piano tecnico che umano, e credo che costruire rapporti solidi nello spogliatoio possa fare davvero la differenza».
Donadoni ha poi sottolineato l’importanza dell’aspetto mentale: «Se l’anno scorso hai sfiorato la Serie A e oggi ti ritrovi in difficoltà, la risposta è nella testa. I giocatori devono imparare da entrambe le esperienze per crescere». La chiave, secondo il tecnico, sarà ritrovare fiducia e serenità: «Calma e determinazione devono diventare la nostra cifra. I tifosi devono percepire questa convinzione».
Sul piano tattico, il nuovo allenatore non ha voluto sbilanciarsi troppo: «Non escludo nulla, ma dopo due giorni non si può stravolgere. Il 3-5-2 resta una base di partenza, ma ciò che conta è la capacità di adattarsi. Oggi il calcio è dinamico: dare meno riferimenti in campo può essere un vantaggio. Il modulo è solo un punto di partenza, non un vincolo».
Tra i temi toccati, anche la gestione dei portieri: «Conosco Sarr, così come del resto Nagy, dai tempi di Bologna. Sarr è un ragazzo con sensibilità e personalità, non bisogna giudicarlo solo da un errore», ha chiarito. «Un portiere, come ogni giocatore, può sbagliare. Chi ci prova avrà sempre il mio sostegno. Non accetto solo chi non ha il coraggio di provarci. E poi ci si ricorda solo dell’errore con il Monza e non di quando ha inizio partita con una grande parata aveva salvato il risultato».
Riguardo al reparto offensivo e alla situazione di Daniele Verde, Donadoni ha spiegato di voler valutare tutto con calma: «Non ho ancora parlato con lui, ma il nostro atteggiamento offensivo deve nascere dalla voglia di essere propositivi e divertirsi. Nel calcio serve entusiasmo: solo così puoi imporre il tuo gioco».
Sul piano difensivo, rispondendo proprio alla domanda postagli da CalcioSpezia, Donadoni ha ricordato che la solidità nasce dal Gruppo: «L’anno scorso questa era la miglior difesa del campionato, e gli interpreti sono quasi gli stessi. Significa che le qualità ci sono. Forse si è perso qualcosa in termini di concentrazione, ma il problema non è tecnico: è mentale». Ha poi aggiunto: «Una squadra difende e attacca insieme. Se il collettivo funziona, anche le individualità rendono al massimo».
Interpellato, sempre da CalcioSpezia, sul possibile ruolo di Lapadula come punto di riferimento offensivo, Donadoni ha evidenziato la necessità di valorizzare anche i più giovani: «Lapadula è un giocatore sicuramente importante e decisivo in categoria, ma ci sono anche ragazzi più giovani che possono crescere molto e di cui mi aspetto una grande crescita. Noi dobbiamo essere bravi a creare le condizioni per farli rendere al meglio così come era riuscito l’anno scorso con Pio Esposito che oggi vediamo con la maglia di Inter e Italia, ma nel suo percorso iniziale in maglia bianca aveva comunque trovato difficoltà».
Infine, il tecnico ha riconosciuto il lavoro del suo predecessore: «Mister D’Angelo ha fatto un ottimo lavoro, questo va detto con chiarezza. Io ho trovato una squadra che ha voglia e disponibilità, ma serve più intensità e concentrazione». E ha concluso con un messaggio di fiducia: «Mi piace ciò che ho visto finora. C’è tanto da lavorare, ma la predisposizione è quella giusta. Adesso dobbiamo portare tutti al massimo livello, fisico e mentale».
Con queste parole, Donadoni ha tracciato la rotta del suo Spezia: un progetto fondato su equilibrio, crescita interiore e concretezza, pronto a misurarsi fin da subito con le prime difficoltà di un percorso che mira alla rinascita.
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Forza Mister, ci sarà da lavorare tanto, soprattutto sul piano mentale e fisico, sembriamo una succursale dell’ Ospedale da mesi e questo è ormai inaccettabile.