Per quattro anni alla guida dello Spezia Calcio, Angelo Zanoli ne è stato infatti Presidente ai tempi della Serie C. Oggi, lontano dal calcio e tornato alla sua attività imprenditoriale, non nasconde l’affetto rimasto immutato verso il Club di via Melara: «Seguo ancora lo Spezia, è rimasta una delle mie squadre del cuore. Anche se a distanza, il legame con la città e con gli amici di allora è rimasto forte».
In un’intervista rilasciata a Il Secolo XIX, rispondendo alle domande del collega Napoletano, Zanoli ha ripercorso alcuni episodi significativi della sua presidenza, rivelando un interessante retroscena su Roberto Donadoni, da appena tre giorni neo tecnico delle Aquile. L’ex Presidente racconta infatti di averlo cercato personalmente nell’estate del 2003, periodo in cui il club era alla ricerca di un nuovo tecnico dopo l’addio di Andrea Mandorlini.
«Contattai Donadoni e venne a trovarmi a Segrate, nel nostro circolo tennis – ricorda Zanoli –. Parlammo a lungo, anche di contratto. Avevamo trovato un’intesa di massima: era un uomo concreto, con voglia di costruire un progetto. Comunicato l’accordo ai miei soci, sembrava tutto fatto».
Poi, però, la storia prese un’altra piega. «Mi disse che in serata sarebbe andato a Genova per un incontro con Enrico Preziosi. Fu di una correttezza assoluta: mi spiegò che avrebbe ascoltato anche quella proposta, pur riconoscendo la solidità del nostro club. Dopo la mezzanotte mi telefonò per dirmi che aveva scelto il Genoa. Si scusò, spiegando che era solo una decisione personale. Ci lasciammo con grande rispetto».
Non fu l’unico “No” ricevuto in quell’estate complicata. «Provai a contattare anche Pasquale Marino, un allenatore emergente che stimavo molto. Ma proprio in quei giorni la moglie aveva avviato un’attività e lui preferì non allontanarsi troppo. Così decidemmo di virare su Paolino Stringara. Dopo Mandorlini, però, non riuscimmo più a trovare la giusta continuità».
Zanoli ricorda con affetto quei campionati che riaccesero l’entusiasmo di una città intera: «Erano anni straordinari, pieni di passione e amicizia. Ancora oggi, nei fine settimana, mi ritrovo con Rocci, Trevisan e Viganò: inevitabilmente finiamo a parlare di quei tempi, delle partite, dello stadio, delle emozioni. Sono ricordi che fanno parte della nostra vita».
E quando si cita la famosa sfida Treviso-Livorno 1-2, che segnò la fine del sogno promozione, l’ex Presidente sospira: «Mai metabolizzata quella partita. Se fosse finita diversamente, credo che saremmo riusciti a portare lo Spezia in Serie B già allora. Forse avremmo potuto aprire un ciclo, perché la scalata C-B-A, all’epoca, non era utopia. Lo Spezia ci è riuscito anni dopo, nel 2020, con pieno merito, ma noi, chissà, avremmo potuto anticipare i tempi».
Oggi Zanoli osserva da lontano la sua ex squadra, ma con la stessa passione di sempre: «Vedo che si sta lavorando per tornare a un progetto solido. Donadoni è una persona di valore, e lo Spezia ha fatto bene a puntare su di lui. Gli auguro di riportare entusiasmo e risultati a una piazza che se li merita».


