Matteo Andreoletti è una delle sorprese più interessanti di questo avvio di stagione in Serie B. Il tecnico del Padova, al debutto nel torneo cadetto, sta facendo molto parlare di sé per il suo approccio innovativo e la grande organizzazione di gioco che ha imposto ai biancoscudati. Dopo il pareggio di ieri contro la Juve Stabia, il Padova è salito al decimo posto in classifica, con 12 punti. E mercoledì prossimo la formazione biancoscudata sarà ospite dello Spezia al “Picco” per il decimo turno di campionato, una sfida che vedrà la formazione di Andreoletti guardare l’avversario dall’alto, con il doppio dei punti conquistati dagli spezzini.
La carriera di Andreoletti è stata una vera e propria scalata, iniziando dalla Serie D, dove ha allenato prima il Seregno e poi l’Inveruno, per poi fare il grande salto in Liguria alla Sanremese, dove ha ottenuto risultati straordinari, chiudendo prima in quinta e poi in seconda posizione, vincendo anche i Playoff. Il suo lavoro con i matuziani gli è valso la chiamata dei professionisti alla Pro Sesto in Serie C partendo con l’obiettivo della salvezza, ma andando oltre ogni più rosea aspettativa chiudendo al quarto posto in classifica.
Un risultato che gli è valso la chiamata del Benevento, dove però la sua esperienza è stata più breve, segnata da un esonero a dicembre, forse anche per le difficoltà di adattamento in un ambiente che puntava subito alla promozione.
Il riscatto di Andreoletti è arrivato nella scorsa stagione con il Padova, che ha subito conquistato il campionato di Serie C, riportando i biancoscudati in Serie B dopo una lunga attesa. E al debutto assoluto su una panchina nel torneo cadetto, Andreoletti ha subito lasciato il segno con un gioco solido e una squadra ben organizzata, riuscendo a sfidare senza paura squadre più esperte della categoria.
Proprio come mister Luca D’Angelo il tecnico originario di Alzano Lombardo punta principale su una difesa a tre con un modulo che può variare tra il 3-4-3, il 3-4-1-2 o il 3-5-2 a seconda delle caratteristiche dell’avversario. In alcune circostanze, ha utilizzato anche il 4-3-3, ma al Padova ha trovato la sua stabilità con un 3-4-2-1 o un 3-5-2 come quello schierato ieri contro la Juve Stabia. Non è però un tecnico che si affida troppo a schemi rigidi. Il vero mantra di Andreoletti è la grande organizzazione di gioco, la capacità di sfruttare gli spazi in cui i suoi giocatori, in particolare le mezzali, possono inserirsi con grande efficacia. Il suo Padova è una squadra che ama impostare il gioco, avere il possesso palla e sfruttarlo per dominare l’andamento della partita.
Mercoledì, al ‘Picco‘, il Padova si troverà di fronte uno Spezia in difficoltà, ma Andreoletti non si farà intimorire. La sua squadra è pronta a lottare e a mettere in campo tutto il suo potenziale, con l’obiettivo di ottenere un risultato positivo contro una delle formazioni più esperte della categoria.
Mister Luca D’Angelo sa che i biancoscudati sono “squadra da trasferta” avendo già ottenuto due vittorie lontano dall’Euganeo a cui aggiunge un pareggio in cinque gare. Insomma, la gara di mercoledì sarà probabilmente ancora più complicata rispetto a quella del “Partenio“, ma squadra e tifosi vogliono far tornare a valere il “Fattore Picco“.


