La stagione attuale segna per lo Spezia un primato tutt’altro che invidiabile: con appena tre punti raccolti nelle prime otto giornate di campionato, il Club di via Melara sta vivendo la peggiore partenza di sempre in Serie B, in oltre trenta partecipazioni al torneo cadetto. Nessuna vittoria e un rendimento che desta grande preoccupazione, mentre il fantasma di possibile cambio in panchina aleggia ancora sul “Picco”.
Il confronto con il passato recente non lascia spazio a interpretazioni. Come ricordato dal giornalista Armando Napoletano su Il Secolo XIX, una situazione simile si verificò tra agosto e settembre del 2023, quando la squadra, allora guidata da Massimiliano Alvini, attraversò un periodo di crisi culminato in quattro sconfitte consecutive. Quella striscia negativa, iniziata con i ko contro Catanzaro, Como, Venezia e Reggiana, spinse la dirigenza – con in testa il direttore tecnico di allora Eduardo Macià – a valutare l’esonero del tecnico toscano.
Il parziale riscatto arrivò solo con lo 0-0 contro il Brescia e la successiva prima vittoria stagionale contro il FeralpiSalò, a Piacenza. Tuttavia, il destino di Alvini era già segnato: a novembre arrivò il licenziamento, e la panchina passò nelle mani di Luca D’Angelo, chiamato a risollevare una squadra in difficoltà profonda centrando la salvezza, senza passare dai Playout, nel successo dell’ultima giornata al “Picco” contro il Venezia che sarà poi promosso in Serie A ai Playoff.
Oggi la storia rischia di ripetersi. D’Angelo cerca disperatamente di evitare un nuovo déjà-vu. La trasferta di Avellino rappresenta un crocevia decisivo: un risultato positivo potrebbe ridare fiducia all’ambiente, mentre un’altra sconfitta potrebbe acuire la crisi e alimentare i dubbi sul futuro della panchina.
Il calendario, però, non concede tregua. Dopo la sfida in Irpinia, lo Spezia affronterà Padova e Bari davanti al proprio pubblico, con in mezzo l’impegno sul campo del Monza. Servono punti e soprattutto segnali di reazione, perché i numeri parlano chiaro: nessuna vittoria, tre soli pareggi e una media realizzativa tra le più basse della categoria.
Sul fronte opposto, anche l’Avellino non attraversa un momento brillante. Dopo una striscia di tre vittorie consecutive, i biancoverdi hanno rallentato, collezionando due pareggi e una sconfitta nelle ultime tre giornate. I lupi irpini rischiano inoltre di perdere due gare di fila senza segnare, un evento che non si verifica dal 2018, quando caddero contro Frosinone e Palermo.
In un contesto di difficoltà reciproche, il match di Avellino può diventare un punto di svolta per entrambe le squadre: per lo Spezia, l’occasione di interrompere una striscia nera che pesa come un macigno; per l’Avellino, la possibilità di tornare a vincere e consolidare la propria posizione in classifica.
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Inutile mettere dito sulla piaga..la squadra deve credere nei propri mezzi, il feeling con d’angelo credo ci sia.Forza Aquilotti
Anno venduto i migliori non anno comprat nulla e adeso danno la colpa al mister ma cosa volete
L’allenatore è lo stesso, quello che dopo Alvini prese lo Spezia e lo portò oltre la salvezza e ad un passo dalla promozione. La differenza sostanziale è che sono state fatte cessioni per fare cassa, non è più la squadra dello scorso anno con i Platek che contavano gli spiccioli per far dimagrire il bilancio. Questa nuova proprietà afferma che le risorse ci sono, aspetteremo il prossimo calcio mercato, mi chiedo solo se chi sarà a farlo saranno gli stessi che sono stati così bravi da indebolire questa squadra. Per il momento, per la società un po’ meno ingratitudine, un… Leggi il resto »
nemmeno oronzo canà avrebbe fatto peggio