La sfida del Tardini contro il Parma ha decretato l’eliminazione dello Spezia dalla Coppa Italia, ma l’esito finale – maturato solo ai rigori – non racconta tutto. La prestazione della squadra aquilotta, soprattutto nella ripresa, ha evidenziato segnali incoraggianti, a partire dal carattere dimostrato in un secondo tempo giocato con intensità e convinzione, nonostante l’avversario fosse una formazione di Serie A.
Tra gli aspetti più positivi della serata, spiccano i rientri importanti di Vignali e Aurelio, che hanno restituito solidità ed equilibrio a una squadra finora troppo spesso in difficoltà sulle corsie laterali. A impressionare, però, sono stati soprattutto i giovani Fellipe Jack e Comotto, entrambi al debutto da titolari ma già capaci di mostrare una notevole personalità. Due elementi su cui lo staff tecnico potrà contare con maggiore continuità nel corso della stagione.
Lapadula ha confermato di essere imprescindibile per questo attacco, dimostrando non solo qualità, ma anche leadership nei momenti chiave. La sua esperienza e il suo fiuto del gol sono al momento imprescindibili in questa squadra: due conclusioni costringendo Suzuki a un’importante respinta e segnando il gol del 2-2. Da solo in mezz’ora più di quanto fatto da Artistico e Vlahovic insieme nell’intera gara. Buona anche la prova di Kouda, che ha portato vivacità e ritmo in fase offensiva. In porta, il ritorno di Sarr ha restituito sicurezza al reparto arretrato, pur con qualche incertezza collettiva.
Le occasioni da gol non sono mancate, segno che la manovra offensiva comincia a produrre, anche contro un avversario di categoria superiore. Tuttavia, è evidente che la fase difensiva continua a mostrare limiti, soprattutto nelle situazioni da palla inattiva, dove la squadra ha subito troppo.
Restano le criticità da risolvere. In particolare, la coppia offensiva Artistico-Vlahovic non riesce a trovare intesa né incisività, mentre a centrocampo Nagy fatica a imporsi e a offrire quel cambio di passo necessario anche in fase di costruzione. Queste mancanze continuano a pesare sull’equilibrio generale della squadra.
Il dato più preoccupante resta però quello legato ai risultati: lo Spezia non vince da otto partite, considerando anche le ultime gare della scorsa stagione. L’ultimo successo risale alla semifinale di ritorno dei playoff al “Picco” contro il Catanzaro. Un digiuno che comincia a diventare un peso sia mentale che ambientale.
Dal punto di vista difensivo, la differenza con la scorsa stagione è netta: se la retroguardia di D’Angelo era stata la meno battuta del campionato scorso, in questa prima parte del campionato lo Spezia ha subito gol in quasi tutte le gare, con l’unica eccezione rappresentata dallo 0-0 proprio contro il Catanzaro alla seconda giornata.
Non c’è tempo per fermarsi: dopodomani i bianchi torneranno in campo al “Penzo” per affrontare il Venezia, che ha superato il turno in Coppa e punta dritto alla promozione. Un match dal sapore speciale anche per via della presenza in panchina di Giovanni Stroppa, ex tecnico aquilotto ed ex allenatore della Cremonese che nella scorsa stagione ha sbarrato la strada alla Serie A proprio allo Spezia.



Lottare si ma per una tranquilla salvezza…….
Ottimismo senz’altro 😂
Scusate, leggo tante cose ma ne’ il mister ne’ voi giornalisti partite dal presupposto più onesto…..il Parma è rimasto in 10 e da lì hai visto qualcosa, ma sempre molto molto fumosa.
È sbagliato fare esempi su questa partita e come lo fu con l’Empoli dove si pensava siamo sulla strada giusta, poi abbiamo visto il real Empoli prenderne 4 e allora lasciamo perdere, a centrocampo il cuore del gioco bisogna cambiare con Esposito al centro e Comotto e Kounda ai lati, continui pure con le sue infatuazione il mister ma volente o nolente li dovrà arrivare,
serve qualità in campo, non tenerla in panchina, la prossima è ancora durissima e Stroppa se lo gioca sempre il ns. mister e con una mossa sola, mi raccomando di ricaderci nuovamente.
Non sono d’accordo su Lapadula. Mi ha stancato! Uno come lui deve essere decisivo e non sparare in una qualche fattoria il pallone su rigore. Inammissibile. Da quando è arrivato è un disastro unito ad un’arroganza che mette le mani nel sangue. Lui è leader di se stesso… Il gioco. Creiamo cosa e come? Gli attaccanti con D’Angelo non sono MAI nella posizione di segnare i centrocampisti sono di rottura ma con zero creazione di gioco. Non si fa giro palla e quando si stoppa un pallone c’è da tremare…spesso lo stesso da rasoterra di innalza spietato oltre il naso… Leggi il resto »
niente di che ,,solo un pò di fortuna per il rosso, ,,ma conferma sempre di più che io stò con lapadula e non con dangelo