Salvatore Esposito, leader di centrocampo dello Spezia, a pochi giorni da una gara per lui speciale come quella del “Romeo Menti” di Castellamare di Stabia, dove è nato e cresciuto, è intervenuto sulle pagine dei colleghi de La Gazzetta dello Sport con una bella intervista. Ecco le principali dichiarazioni del regista aquilotto a pochi giorni dalla gara con la Juve Stabia.
GARA SPECIALE – “Non so se dormirò, è una partita troppo speciale: tutto ciò che io e i miei fratelli sappiamo fare lo abbiamo imparato lì, nel nostro quartiere“.
PIEDI PER TERRA – “La B è sempre complicata, basta poco per ritrovarsi giù in classifica. Fa piacere guardare in alto, ma il nostro obiettivo è e resta la salvezza. Soltanto un folle avrebbe creduto in noi a inizio anno. E invece…”
DUE GOL E SEI ASSIST IN 12 PRESENZE – “Sono felice, spero di continuare a farlo. In attacco gioca mio fratello Pio, è più semplice. Sta diventando un abitudine: gliel’ho detto, è giusto che qualcuno dei suoi bonus lo riscuota io. Lui risponde che due assist sono pochi e devo farlo segnare di più“.
OFFRE SEBA – “Siamo andati a cena con gli altri due fratelli per la giornata in cui siamo andati a segno tutti e tre. Ha pagato Seba, è quello che guadagna di più“.
I LAVORI AL CAMPETTO DEL RIONE CICERONE – “Ci sembrava giusto regalare ai ragazzi del quartiere la speranza di un futuro migliore, sognare la carriera da calciatori”
LA GARA DI DOMENICA PROSSIMA – “Per 90′ il destino ci renderà avversari, sarà una gara dall’importanza diversa, è come affrontare una parte della famiglia.“
TRA PRESENTE E FUTURO – “Cerco di dare il massimo per il club, mi piacerebbe restare a lungo. Ma se devo guardare al futuro mi immagino in Italia o in Spagna“.
SOGNO AZZURRO – “Per la nostra famiglia sarebbe un orgoglio indossare tutti la maglia della Nazionale. E poi magari anche chiudere insieme la carriera nella Juve Stabia. Non dimenticheremo mai da dove siamo partiti.”



Meglio che dormi la notte prima che non in campo la domenica…chi non dormiva la notte prima era soprannominato il coyote al secolo Marco Tardelli…si proprio quello della corsa pazza , irripetibile,al Mondiale