I tifosi del Napoli potrebbero essere nuovamente chiamati a rispondere per gli incidenti avvenuti alla Spezia. La Corte d’Appello di Genova ha deciso di accogliere il ricorso del procuratore generale Antonio Patrono, annullando la sentenza di assoluzione e rimandando gran parte degli imputati al tribunale di primo grado spezzino.
In totale, 32 dei 36 tifosi azzurri coinvolti negli eventi del 22 maggio 2022 saranno nuovamente sottoposti a processo. Gli incidenti, avvenuti durante l’ultima giornata del campionato di Serie A, portarono alla sospensione temporanea della partita tra Napoli e Spezia per circa 10 minuti a causa di un’invasione di campo.
La sentenza di primo grado e il ricorso della procura
Nel giugno 2024, il tribunale della Spezia aveva prosciolto 36 tifosi del Napoli, sostenendo che non fosse stato possibile identificarli correttamente. Tuttavia, la pubblica accusa, guidata dal pm Maria Pia Simonetti, ha deciso di impugnare la sentenza.
Ieri, la Corte d’Appello, presieduta dal giudice Alessandro Farina, ha accettato il ricorso e ha ordinato la ripresa del processo per i tifosi azzurri, eccetto per un piccolo gruppo, che è stato confermato assolto. In questo nuovo procedimento, sarà un giudice diverso da Carolina Gagliano a pronunciarsi sul caso, dato che la stessa aveva emesso la sentenza di proscioglimento iniziale.
Gli scontri documentati dalle forze dell’ordine
Le indagini condotte dalla Digos della Spezia hanno ricostruito in dettaglio i momenti di tensione che hanno caratterizzato quella giornata. Le forze dell’ordine hanno raccolto prove video che documentano gli scontri, in particolare quelli avvenuti dopo il fischio finale della partita. Un video in diretta ha immortalato la violenta colluttazione tra i tifosi a pochi passi dallo stadio Picco, in via XV Giugno, dove un tifoso napoletano rimase gravemente ferito, perdendo una mano a causa di una bomba carta. Il materiale raccolto mostra una escalation di violenza che si è verificata durante tutta la giornata.
Gli eventi del 22 maggio 2022
Il giorno degli scontri cominciò già prima della partita. Alle 11:20, alcuni tifosi del Napoli, arrivati in pulmini con targa straniera, lanciarono oggetti contro i primi gruppi di sostenitori dello Spezia in arrivo allo stadio.
La situazione degenerò rapidamente, con un violento scontro avvenuto poco dopo l’inizio della partita, quando un gruppo di tifosi partenopei invase il campo, aggredendo i sostenitori spezzini con bastoni e cinghie. L’interruzione del match avvenne davanti a numerose famiglie presenti allo stadio, venute a festeggiare la salvezza dei “bianchi” di mister Thiago Motta.
La violenza dopo il fischio finale
Nel post-partita, gli scontri tra le due tifoserie continuarono in via XV Giugno, nel quartiere Pegazzano. Un pulmino di ultrà del Napoli, uscito dal percorso controllato dalla polizia, divenne il punto di innesco di una vera e propria battaglia. La scena, che ricordava una guerriglia urbana, fu caratterizzata da esplosioni di bombe carta, lancio di fumogeni e violenti scontri fisici tra i tifosi. Tra gli oggetti utilizzati come armi, spranghe, bottiglie e sassi vennero lanciati in un’atmosfera di totale caos. La gravità dell’incidente è testimoniata dalla perdita di una mano da parte di un tifoso del Napoli, ferito dall’esplosione di una bomba carta.
Le implicazioni per i tifosi coinvolti
Con la decisione della Corte d’Appello, si riapre un capitolo importante sul piano giudiziario. I tifosi napoletani coinvolti negli scontri rischiano ora di dover affrontare un nuovo processo, con possibili risvolti giuridici significativi. La vicenda resta simbolo di un problema più ampio legato alla violenza negli stadi italiani, che non accenna a diminuire nonostante i numerosi interventi delle forze dell’ordine. Il futuro del caso dipenderà dalle prossime fasi del processo, con l’appuntamento cruciale fissato per le prossime udienze.



Meglio non commento
Pulcinella piangi e fotti
Anno fatto dei danni enormi e per la strada rincorrevano gli spezzini per picchiarli devono andare in galera
Solito schifo
Ricordo benissimo quando il gruppone di ultras napoletani entrarono in curva….sembrava strano vedere tante persone con felpe e cappucci infilati in testa, in una giornata di sole calda e senza vento…. infatti di lì a poco iniziarono i lanci di oggetti e fumogeni….tanto da far scappare anche famiglie con bambini e si arrivò a l’invasione di campo. Poverini….sempre trattati male ovunque…
Ahah
Poi piangono se li schifiamo
che schifo
Infatti era un pochino Sporca come Soluzione
Incredibile