I numeri non mentono: Spezia che crollo!

Rapportando il girone di andata appena concluso al "Druso" con quelli delle ultime stagioni aumentano esponenzialmente le reti subite e diminuiscono drasticamente i punti in cascina

Nel calcio, i numeri non raccontano mai tutta la storia, ma spesso forniscono una chiara indicazione del percorso di una squadra, quasi una fotografia.

È il caso dello Spezia, che ha chiuso il girone di andata della Serie B nel modo peggiore possibile: una sconfitta a Bolzano contro il Sudtirol, in un confronto diretto per la salvezza. Quella contro il Sudtirol era una partita cruciale, contro una squadra che, tra le mura amiche, non vinceva e non segnava più di un gol a gara da ben 105 giorni. Eppure lo Spezia ha fallito l’occasione di risollevarsi.

Il paragone con due anni fa: stessi punti, situazione diversa

Guardando ai numeri, il girone di andata si è chiuso con 17 punti in 19 giornate, lo stesso punteggio di due anni fa, quando ci fu l’avvicendamento in panchina da Massimiliano Alvini, appena laureatosi Campione d’Inverno con il suo Frosinone con pieno merito, a Luca D’Angelo.

Allora, l’arrivo di D’Angelo fu fondamentale per una salvezza che sembrava impossibile, riuscendo a evitare perfino i Play-Out e conquistando una vittoria fondamentale nell’ultima giornata contro il Venezia, che lottava per la promozione in Serie A, sconfitto al “Picco” in rimonta grazie alle reti di Reca e Francesco Pio Esposito. In quella stagione, la squadra mise insieme ben 27 punti nel girone di ritorno, con solo 4 sconfitte. Ma la situazione attuale è diversa: due anni fa, con lo stesso punteggio, lo Spezia era penultimo, mentre ora è in zona Playout.

Da D’Angelo a Donadoni e la mancanza dello “switch

Una delle differenze più evidenti è la mancanza di quel cambiamento di mentalità e aggressività che si era visto due anni fa con l’arrivo di Luca D’Angelo.

Quando “L’Omone di Pescara” prese le redini delle Aquile la squadra cambiò marcia fin da subito soprattutto nell’atteggiamento, ma con Roberto Donadoni in panchina questo “switch” non si è ancora manifestato. La squadra sembra essere bloccata, incapace di esprimere quella grinta che serve per risalire la classifica. La speranza ora è che il mercato invernale possa portare i rinforzi giusti, soprattutto a centrocampo, dove servono qualità e carattere per dare una scossa all’intero gruppo.

L’impietoso confronto con la scorsa annata

A rendere ancora più dolorosa la situazione è il confronto con il girone di andata della scorsa stagione. Se infatti quest’anno lo Spezia ha chiuso con soli 17 punti, un dato ben peggiore rispetto alla scorsa annata quando i punti in classifica erano ben 21 in più ossia 38! nello

La differenza diventa ancora più evidente quando se si allarga il discorso alle reti subite. Dopo 19 giornate della scorsa stagione, sotto la gestione D’Angelo, lo Spezia aveva incassato solo 11 gol e a fine torneo si laureerà miglior difesa della Serie B. Quest’anno, però, la difesa è crollata, con ben 27 reti subite nonostante gli interpreti siano più o meno gli stessi della scorsa stagione: confermati Mateju, Hristov e Wisniewski, mentre è partito Bertola inizialmente sostituito da un deludente Cistana e ora da un Beruatto che Donadoni ha reinventato “braccetto di sinistra” della difesa a tre. Questo rende ancora più urgente l’intervento sul mercato per rinforzare anche la retroguardia, che sembra aver bisogno di almeno un nuovo innesto di esperienza e qualità

La speranza del mercato: servono, urgentemente, rinforzi

Alla luce di quanto visto finora, l’unica speranza per lo Spezia sembra risiedere nel mercato invernale. Dopo gli arrivi di Adamo, Radunovic e Sernicola l’ulteriore innesto di nuovi giocatori, in particolare in mediana e in difesa, potrebbe essere determinante per cambiare le sorti di questa stagione.

I tifosi sperano che i rinforzi possano portare freschezza, grinta e determinazione, caratteristiche che al momento sembrano mancare a una squadra che ha difficoltà a esprimere il suo reale potenziale perché probabilmente prima di tutto “bloccata di testa” perché il valore dimostrato in passato da molti giocatori è innegabile. Ora non resta che attendere il mercato e per comprendere se i nuovi arrivi riusciranno a fare la differenza trascinando anche i “vecchi gladiatori” di mister Luca D’Angelo.

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Commento da Facebook
Commento da Facebook
2 mesi fa

mandate via sto incapace

the chosen pessimist
the chosen pessimist
2 mesi fa

sad but true

OMONEMANIA
OMONEMANIA
2 mesi fa

Belin quanta nostalgia….una perenne Omonemania……
Visto che giustamente fate un confronto numerico di punti sarebbe opportuno che evidenziaste anche il dato incontrovertibile che nel campionato in corso Donadoni ha raddoppiato la media punti fatta dal vostro amato Omone. Donadoni sta allenando una rosa di bolliti costruita e mal allenata da chi lo ha preceduto. Donadoni andrà giudicato quando sarà finito il mercato invernale…se farà male contesteremo anche Donadoni.
Ma basta ragionare per riconoscenza….Tutta questa nostalgia e torcicollo non fanno bene all’ambiente.

stefano
stefano
2 mesi fa
Reply to  OMONEMANIA

D’accordissimo l.

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