La redazione di CalcioSpezia ha intervistato in esclusiva un personaggio noto e molto gradito in tutto l’ambiente Spezia Calcio.
Stiamo parlando di Roberto Bordin che con le Aquile, di cui è stato anche capitano, ha collezionato 162 presenze e 14 gol tra Serie C2 e C1.
IL CROLLO DOPO IL SOGNO SERIE A
Bordin ha provato a spiegare il perché della caduta avuta dai bianchi, passati dal possibile approdo in Serie A ai bassifondi della cadetteria: “Ogni anno è diverso dall’altro e possono essere varie le problematiche e purtroppo non sai mai quali. Di certo aver “perso” giocatori importanti, Pio Esposito per esempio, potrebbe aver influito parecchio”.
L’ADDIO DI SALVATORE
In merito alla separazione con Salvatore Esposito, Bordin ha le idee chiare: “Credo che nessun giocatore debba essere trattenuto controvoglia, peccato perché ha lasciato una piazza veramente importante”.
GLI INTERVENTI RIPARATORI
La società si sta adoperando per fornire a Donadoni rinforzi importanti. Al momento sono arrivati Radunovic, Sernicola ed Adamo. Ecco il parere dell’ex bandiera aquilotta sulle operazioni dei liguri: “Fin qui è stato un mercato sicuramente mirato nelle scelte, probabilmente qualche altro movimento ci sarà ma, come ho detto prima, a Spezia devono venire giocatori con la consapevolezza di essere in un ottima società e con un tifo importante”.
OBIETTIVI STAGIONALI
Con Bordin abbiamo parlato anche di obiettivi. Al momento, però, l’ex capitano esclude ogni cosa che non sia la permanenza in categoria: “Ogni obiettivo passa sempre da una salvezza tranquilla per poi puntare eventualmente alla vetta, ora credo il primo obiettivo dello Spezia debba essere quello di tirarsi fuori dalla zona calda”.
IL CONSIGLIO ALLA SQUADRA
Nessun dubbio, invece, su quello che andrebbe trasmesso in questo momento alla squadra: “Lo Spezia ha una tifoseria incredibile ed è semplice voler bene a questa maglia. Quindi ai ragazzi chiederei appartenenza alla maglia e giocare sempre al massimo per società e tifosi”.
IL CAMBIO ALLA GUIDA TECNICA
Non è mancato, poi, un commento in merito alla scelta di passare da D’Angelo a Donadoni: “Quello di D’Angelo è stato un addio doloroso perché per me ha fatto bene, ma il cambio è stato doveroso per dare una scossa ai giocatori, all’ambiente. E’ stato fatto per invertire il senso di marcia che in quel momento era negativo”.
RICORDI INDELEBILI
In chiusura, immancabile un cenno ai trascorsi in maglia bianca: “I ricordi sono molti, la promozione in C2 senza mai aver perso una partita, la passione dei tifosi che c’è intorno alla squadra e soprattutto le esultanze sotto la curva”.




Servono calciatori di carattere che ringhiano !!!!
Capitan Bordin sei sempre grande
Di Bordin purtroppo non ce ne sono più
Ai tempi sui eravamo in c2
Hai tempi di Bordin la curva era il top
Che tempi belli numero 1