Ai microfoni dello Spezia Calcio ĆØ intervenuto un ospite molto gradito da tutto il popolo aquilotto.
Stiamo parlando del ‘poeta’ Sergio Ferretti, icona del club ligure negli anni ’80. L’ex regista e trequartista collezionò 110 presenze e 28 gol con addosso la maglia bianca numero 10.
LO STORICO SOPRANNOME
In prima battuta Ferretti si ĆØ soffermato sull’origine del soprannome: “Non so da dove provenga. Credo da un signore di Portovenere mentre parlava di un poeta del posto. Comunque mi soddisfa”.
L’ESORDIO IN A
L’ex calciatore ha ripercorso gli albori della carriera: “Ricordo l’esordio in A a Vicenza nel ’75 con grande soddisfazione. Per me era come un sogno esser li però non mi sentivo arrivato o appagato. Poi purtroppo per colpa di alcuni infortuni le cose non sono andate come speravo, i problemi fisici mi hanno un po’ tarpato le ali”.
IL RICORDO DELL’AMICO CARPANESI
Da parte di Ferretti non ĆØ mancato un cenno sull’ex tecnico aquilotto nonchĆ© amico Sergio Carpanesi: “E’ sempre stato un signore nel vero senso della parola, mi ha sempre aiutato. E’ sempre stato unico nel suo genere”.
RICORDI INDELEBILI
Il ‘poeta’ ha parlato anche dell’approdo in Liguria: “In quel tempo a Spezia era arrivato Rossetto come presidente. Le Aquile venivano da un momento difficile. Arrivammo io, Telesio e Battiston convinti di trovare un presidente ambizioso, invece non fu cosƬ. Ma il finale di campionato fu esaltante. Sembravamo destinati a fallire, ricevetti diverse offerte dal meridione ma l’unione con i tifosi mi spinse a restare. Eravamo primi ma nessuno pensava di riuscire a vincere quel campionato, invece ci riuscimmo, un ricordo indimenticabile”.
Sono arrivate parole d’elogio per il gruppo di allora: “Eravamo legatissimi, abbiamo avuto un feeling importante da subito. Il legame col passare del tempo ĆØ cresciuto, vivevamo tutti a Lerici. Alla fine ĆØ stato un anno bellissimo, come quelli a seguire del resto”.
Ferretti si ĆØ poi soffermato sul ‘Picco’ e le emozioni che regala: “Sentirlo esplodere ĆØ una bella sensazione, fare gol al ‘Picco’ era straordinario una volta figuriamoci ora. L’ultima volta che ci sono stato ho visto la curva piena e mi sono esaltato.Ā
Immancabile un commento sulla prestigiosa vittoria sulla Pistoiese da lui griffata: “E’ stata una giornata indimenticabile, con un ‘Picco’ gremito. Noi arrivammo a piedi perchĆ© era tutto pieno. La partita fu altalenante ma alla fine riuscimmo a farcelo. Ricordo il boato del gol promozione”.
L’ADDIO ALLO SPEZIA
Tra i momenti più toccanti per Ferretti vi ĆØ sicuramente la separazione con le Aquile: “Non l’ho vissuto male ma dopo tre anni del genere fai fatica ad abbandonare. Ero però soddisfatto di aver fatto il massimo e aver contribuito a risollevare la societĆ ”.
UN PISANO AMATO
“Sono uno dei pochi pisani amati a Spezia, mi fa piacere che nonostante la poca simpatia verso i pisani io sia apprezzato”, ha spiegato l’ex aquilotto in merito alle sue origini in una terra sportivamente rivale a quella spezzina.
L’INGRESSO TRA LE LEGGENDE
Ferretti ha concluso commentando il suo inserimento tra le leggende aquilotte: “Ho accolto la cosa con grande entusiasmo. E’ una cosa che, vista anche la mia etĆ , mi ha riempito di gioia. Sono orgoglioso di essere stato insignito di un importante riconoscimento da una societĆ a cui sono legatissimo”.


