Fresco di premio al Gran GalĆ del Calcio di Arezzo (leggi QUI), il Responsabile del Settore Giovanile dello Spezia Calcio, Giuseppe Vecchio, ĆØ intervenuto ai microfoni di MondoPrimavera per fare il punto sul vivaio aquilotto.
SUL RECENTE PREMIO – āIn primis ĆØ una certificazione che premia il lavoro svolto, negli anni. Ricevo questo premio ben consapevole che il settore giovanile ĆØ lāunione di tutte le persone che ci lavorano, dallāattivitĆ di base in su. Si tratta di una filiera con unāidea che negli anni ti porta a raccogliere dei frutti. Il premio che ho ricevuto ĆØ merito di tutti meno che mio (ride, ndr), perchĆ© sono responsabile solo da un anno e mezzo. Prima ho allenato per tanti anni e so benissimo quanto siano importanti gli staff. Il premio ĆØ il frutto del lavoro fatto da tantissime persone in tanti anniā.
RAGAZZI DEL TERRITORIO – āOrmai ĆØ diventata una tradizione nello Spezia puntare sui ragazzi del territorio. Moltissimi, tra quelli arrivati nei professionisti, sono ragazzi del territorio. Cerchiamo di puntarci il più possibile anche se non ĆØ semplice, perchĆ© molto dipende dalla prima squadra: in questa stagione purtroppo non stiamo andando benissimo e diventa più complicato farli esordire. Ma negli anni abbiamo dimostrato di poterci fare affidamento e continueremo a farloā.
SULLE AVVENTURE IN PRESTITO DI BENVENUTO E GIORGESCHI – āStanno facendo il percorso che hanno fatto Vignali e Bastoni in passato. Loro, come Maggiore, hanno giocato titolari in Serie A. Il loro era stato un percorso che li ha visti protagonisti prima in Lega Pro, come Ceccaroni, per poi arrivare nella nostra prima squadra. Benvenuto e Giorgeschi stanno seguendo la stessa stradaā.
SULLA PRIMAVERA DI TERZI – āClaudio ĆØ il nostro capitano della Serie A e ormai ĆØ da un triennio nel settore giovanile. Ć un ragazzo molto preparato, che sa lavorare e conosce molto bene lāambiente. Ha lo Spezia tatuato sulla pelle, oltre a essere un ottimo allenatore. La Primavera sta facendo unāottima stagione a livello di crescita, non ci preoccupiamo troppo dei risultati ma anche sotto questāaspetto la squadra sta facendo beneā.
OBIETTIVI DELLA PRIMAVERA – āLāindicazione ĆØ cercare di creare prodotti per la prima squadra. Detto questo, i risultati aumentano lāautostima nei ragazzi e noi cerchiamo di raggiungerli attraverso dei principi di gioco e il miglioramento del singolo giocatore. Quella ĆØ la strada per cercare di produrre il meglio possibile. La promozione nel Primavera 1, nel caso, sarebbe un orgoglio per tutto lo Spezia e cercheremo di farci trovare pronti per un eventuale passo cosƬ importanteā.
LE ALTRE SQUADRE – āAbbiamo una leva molto competitiva anche nei classe 2009, abbiamo tanti giocatori di prospettiva. Nel nostro settore giovanile stiamo facendo, in generale, un ottimo lavoro in ciò che ci eravamo prefissi, ovvero quello di lavorare moltissimo sul singolo giocatore. Crediamo che il miglioramento del singolo giocatore possa migliorare anche tutti gli altri aspetti della squadra. E poi, per portare i giocatori a giocare a un buon livello devono avere più informazioni possibile. La preoccupazione principale che abbiamo noi ĆØ quella. Poi abbiamo anche delle squadre che riescono a dare delle soddisfazioni anche in termini di risultati, sicuramenteā.
PRINCIPI DA TRASMETTERE – āLa cosa principale ĆØ la storia del nostro club, forgiata sul senso di appartenenza e lāattaccamento della maglia. Questo lo testimoniano i tanti ragazzi del territorio che siamo riusciti a portare a fare i professionisti. Poi subentra lāaspetto tecnico, sul quale lavoriamo esclusivamente, cosƬ come i principi della tattica individuale. Per giocare nelle due fasi, per formare il giocatore, sono necessari sia il dominio del gesto tecnico che la conoscenza di tutti i principi della tattica individuale. Senza quelli ĆØ impossibile poter formare un giocatoreā.
DIFFICOLTA’ DEI GIOVANI AD EMERGERE IN ITALIA – āI giovani fanno fatica a emergere in Italia perchĆ© non abbiamo fondamentalmente il coraggio di farli giocare. Ci vuole del coraggio, anche se ĆØ vero che in certi ambienti ĆØ un poā più difficile per le pressioni, ma se non ci proviamo mai faremo sempre più fatica. Dovremmo credere un poā di più nei nostri giovani, specialmente quelli cresciuti nelle societĆ di appartenenza e questo ĆØ un discorso generale, tutto italiano. Se andiamo a vedere allāestero, i ragazzi giovani giocano molto di più in prima squadraā.
L’ESEMPIO – “Se penso a Pio Esposito, il primo anno qui ha faticato ed ĆØ stato anche criticato. Però se tu poi ci credi, cosa succede? Che lāanno dopo ĆØ statoĀ un giocatore devastante nonostante la giovane etĆ e adesso lo vediamo far gol anche in Nazionale. Questo ĆØ la dimostrazione che si ha coraggio talenti in Italia ce ne sono, e anche parecchi”.


