Il mancato ritorno di Azzi allo Spezia e il caso che cambiò il destino del Club di via Melara

Un retroscena di mercato del 2022, tra decisioni rinviate e tensioni interne, segnò la fine del rapporto tra Riccardo Pecini e la società ligure

Paulo Dentello Azzi, oggi protagonista con la maglia del Monza, avrebbe potuto vestire nuovamente il bianco dello Spezia. Un ritorno che sembrava cosa fatta nell’estate 2022, ma che si trasformò in un episodio decisivo per gli equilibri societari del Club di via Melara. La storia, ricordata da Armando Napoletano su Il Secolo XIX, riporta a uno degli snodi più delicati della gestione Platek, quando una trattativa saltata in extremis portò all’allontanamento di Riccardo Pecini e segnò, secondo molti, l’inizio della fine per la prima dirigenza a stelle e strisce di via Melara.

Dopo una breve parentesi spezzina, con appena due presenze tra Serie B e Primavera, Azzi aveva costruito la propria crescita professionale al Modena, per poi trasferirsi prima al Cagliari e poi alla Cremonese, dove mise in difficoltà proprio lo Spezia lanciato verso la Serie A. Quest’anno, al Monza, l’esterno brasiliano ha trovato continuità: dieci presenze da titolare, un assist e una rete, confermandosi tra gli esterni mancini più incisivi del torneo cadetto.

Ma nel settembre 2022 la sua carriera avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Alla vigilia della chiusura del mercato, dopo una sconfitta con la Juventus allo Stadium, si tenne un vertice notturno a Torino tra Robert Platek e i dirigenti aquilotti addetti al mercato che in quella stagione erano il sempre mal digerito Nishant Tella, il D.t. Riccardo Pecini con il suo vice Mattia Biso e il D.s. Stefano Melissano. L’accordo per Azzi sembrava raggiunto: un prestito con obbligo di riscatto a 1,5 milioni in caso di salvezza e di almeno il 50% delle partite giocate per 45 minuti. Parallelamente, si stava lavorando anche al ritorno di Roberto Piccoli in prestito.

La mattina del 1° settembre, Pecini e Melissano si recarono a Milano per concludere le operazioni. Tuttavia, il via libera presidenziale non arrivò mai: Platek si rese incredibilmente irreperibile per l’intera giornata e, solo in serata, tramite il fratello Philip, comunicò il dietrofront alle due trattative. L’episodio generò una telefonata accesa tra il presidente e il direttore tecnico, dopo la quale Pecini venne sollevato dall’incarico.

Quell’episodio segnò un punto di svolta nella storia recente dello Spezia. Il mancato arrivo di Azzi rimane una delle tante occasioni sfumate di una gestione segnata da indecisioni e tensioni interne. Un affare non concluso che, col senno di poi, rappresentò più di un semplice errore di mercato: fu il simbolo di una frattura insanabile tra la parte tecnica e quella proprietaria del club di quegli anni. Come proseguì la stagione lo ricordiamo tutti. L’arrivo di Macìa, scelte di mercato totalmente sbagliate e molto costose, l’allontamento di Gotti e l’arrivo in panchina di Semplici, la retrocessione in Serie B, il nuovo cambio tecnico con l’arrivo di Alvini poi esonerato per far spazio a mister Luca D’Angelo che conquistò un’incredibile salvezza raggiunta per i capelli fino all’allontamento di Macìa stesso l’estate successiva, ma ormai i “danni” erano stati compiuti.

Platek levò le tende cedendo per un euro a Francis che poi dovette lasciare dopo appena due mesi per gravi problemi di salute. Si cocretizzò così il passaggio di proprietà a Tom Roberts con il magnate bostoniano che salvò dal fallimento il Club di via Melara immettendo in due tranche circa 31 milioni di euro e in una terza tranche per pagare tre mensilità di stipendi per un totale di 6 milioni di euro per non incorrore in penalizzazioni. Oggi Azzi e lo Spezia si ritrovano nuovamente da avversari e, aldilà di quello che dirà una gara tutta in salita per le Aquile, non può che tornare alla mente con un pizzico di rammarico quello che poteva essere e invece non è stato…

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4 mesi fa

Per Azzi è stato un colpo di fortuna quello di non essere arrivato allo Spezia.

Faber
Faber
4 mesi fa

Per una squadra che vuol sopravvivere senza buchi di bilancio, valorizzando i giovani (non quelli degli altri, come succede anche oggi con Jack, Comotto ecc.) figure come Pecini non possono essere messe da parte ma devono essere la base del progetto. Sia Pecini che Motta avevano capito che non era aria, malgrado le promesse ricevute.
Ora vediamo questi cosa vogliono fare.
Il primo anno ci sta’, tra debiti da sanare e difficoltà iniziali, ma dal prossimo si dovrà vedere se c’è un progetto oppure se è solo fumo negli occhi

Carlo
Carlo
4 mesi fa

Oltre ad Azzi credo ci sia stato un altro giocatore che avrebbe cambiato la nostra storia: Falcone
Anche quello sembrava acquisto concluso poi all ultimo è sfumato ed è andato a Lecce. Noi con Dragoski. Fine dei giochi.

Alessio
Alessio
4 mesi fa

Oggi è uno dei migliori esterni della categoria, in gran forma vedesi partita di Palermo che si è fatto a fettine centrocampo e difesa, spero che D’Angelo trovi il modo di limitarlo che non può essere Vignali già asfaltato in passato, ma sono troppi da fermare, Motta, Pessina, Keita, Ciurria ecc. giocamola con onore e dignità e tutto può succedere, Auguri ragazzi perché noi siamo quelli delle partite impossibili.

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