Reduce da un lungo periodo complicato, Gianluca Lapadula è tornato a essere il faro offensivo dello Spezia, una squadra che in questo momento trova nella sua esperienza e nel suo istinto realizzativo la chiave per tentare una pronta risalita in classifica. L’infortunio che aveva compromesso il finale della scorsa stagione e ritardato la preparazione estiva — saltata in toto in Val Gardena — sembrava averne messo in dubbio il futuro in maglia bianca. Sul giocatore si erano mossi diversi club, tra cui il Pescara, desideroso di riabbracciarlo, il Bari e persino tre blasonate società del massimo campionato peruviano pronte a portarlo per la prima volta a giocare in patria.
Ma il destino di Lapadula, alla fine, è rimasto legato allo Spezia. Una volta ritrovata la condizione fisica e la maglia da titolare, “El Bambino” ha ripreso a fare ciò che gli riesce meglio: gonfiare la rete avversaria e guidare i compagni. Il suo gol contro il Padova, frutto di un’azione corale di alto livello, ha confermato quanto il N°10 sia decisivo non solo per le reti, ma anche per la sua capacità di far salire la squadra e gestire il possesso palla con tecnica e intelligenza tattica: roba da Serie A, campionato che lui ha calcato per diverse stagioni. Come direbbe Altafini, roba “da Manuale del Calcio, amisciiiii”.
Oltre alla qualità tecnica, ciò che colpisce è la determinazione con cui Lapadula affronta ogni partita. A pochi mesi dai 36 anni (li compirà il prossimo 7 febbraio, Ndr) l’attaccante continua a mettere in campo energia e grinta da vero capitano, un esempio per un gruppo rinnovato e più giovane rispetto alla scorsa stagione. La sua leadership, dentro e fuori dal campo, è diventata un punto di riferimento per mister Luca D’Angelo e per tutto lo spogliatoio aquilotto al fianco di altri leader quali Salvatore Esposito e Capitan Petko Hristov.
I numeri raccontano più di mille parole: otto gol complessivi con la maglia bianca, a cui si aggiunge un assist, per un totale di 22 presenze. Anche se molte di queste sono arrivate partendo dalla panchina, il suo impatto è impressionante: una rete ogni 150 minuti di gioco, e un contributo diretto a un gol dello Spezia ogni 138 minuti. In sostanza, Lapadula incide più di una volta ogni due partite, un rendimento da attaccante di categoria superiore.
Il traguardo personale raggiunto contro il Padova – la 500ª presenza in carriera nei club considerando anche le 32 partite con 11 gol con la Primavera del Parma, Ndr – testimonia la longevità di un calciatore che ha costruito la propria carriera tra Serie A, Serie B e il palcoscenico internazionale con il Perù. Le sue cifre complessive parlano chiaro: 197 reti e 46 assist a livello di club, oltre a 10 gol in 42 presenze con la nazionale peruviana.
Oggi, più che mai, lo Spezia si affida al suo numero 10 per trovare la continuità di risultati necessaria alla salvezza. Lapadula rappresenta non solo il terminale offensivo della squadra, ma anche la sua anima combattiva, quella che può trasformare un momento difficile in una stagione di riscatto.



Grande professionista !
solo dangelo non lo vedeva,,mai una parola sulla cessione