Cresciuto nel Settore Giovanile dello Spezia fino a esordire in Serie A in Prima Squadra sotto la guida di Thiago Motta e poi diventare titolare in Serie B grazie al grande lavoro di mister Luca D’Angelo che lo ha fatto crescere tantissimo sotto molti aspetti il centrale difensivo Nicolò Bertola, oggi in massima serie con la maglia dell’Udinese, è intervenuto sui social media del club friulano per rispondere alle domande postegli dai tifosi.
Interrogato da un supporter su come si diventi calciatore professionista, Bertola ha offerto una riflessione sincera e matura che riguarda indirettamente il Club di via Melara dove è cresciuto come calciatore: «Non sempre puoi diventare professionista, lo fai solo con tanti sacrifici fin da quando sei ragazzo, saltando feste e cene perché il giorno dopo c’è la partita. Ti rendi conto che mentre gli altri restano in giro, tu devi tornare a casa per allenarti o riposare. Ma in quei sacrifici poi ti ritrovi, perché capisci che ne è valsa la pena».
Alla domanda su come sia nata la sua vocazione per il ruolo di difensore, Bertola ha ricordato le sue prime esperienze da giovane calciatore: «All’inizio giocavo centrocampista, poi un allenatore mi ha spostato in difesa e da lì non me ne sono più andato. Ogni tanto ho anche rivestito il ruolo di mediano, ma ormai mi sento a tutti gli effetti un centrale».


