Carlos Cuesta, tecnico del Parma e vice storico di Mikel Arteta all’Arsenal dal 2020 e allenatore più giovane di tutta la Serie A con i suoi 30 anni, guida i ducali verso la sfida contro lo Spezia in Coppa Italia, con un approccio metodico e personale. Originario di Palma di Maiorca, il giovane allenatore spagnolo si è ritagliato un ruolo da protagonista in questa fase della stagione, gestendo il gruppo con attenzione ai dettagli, anche lontano dal campo.
Dopo il match contro la Cremonese, Cuesta ha voluto trasmettere un messaggio chiaro alla squadra: “La prima cosa che ho detto di fare è alimentarsi bene”, ha raccontato sorridendo. Solo dopo, ha spiegato, è tempo di pensare alla parte tecnica e tattica: “Ci concentreremo sul campo, lavoreremo per la sfida contro lo Spezia”.
Anche alla vigilia dell’impegno di Coppa, Cuesta ha mantenuto il suo stile organizzato e riflessivo: allenamento nel pomeriggio, proprio come previsto anche dall’avversario, Luca D’Angelo, che guida uno Spezia voglioso di riscatto, ma il tecnico spagnolo non intende lasciare nulla al caso.
Il prossimo turno metterebbe in palio un derby emiliano contro il Bologna di Vincenzo Italiano, grande ex allenatore dello Spezia portato per la prima volta nella sua storia in Serie A, un appuntamento che Cuesta non nomina esplicitamente, ma che è chiaramente presente nei suoi pensieri. La gestione del turn over, in questo senso, sarà strategica: il Parma potrebbe non cambiare troppo rispetto all’undici titolare, lasciando intendere un equilibrio tra rotazioni e continuità.
Sul tema della scarsa concretezza sotto porta, Cuesta ha risposto con filosofia: “Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Vedo il positivo e il negativo. Il positivo è essere ottimisti, ma ancora si deve migliorare”. Un ragionamento che mostra il suo stile pragmatico: ottimismo sì, ma solo se accompagnato da lavoro e autocritica.
Il Parma di Cuesta è ambizioso, equilibrato e determinato a fare strada in Coppa Italia, in un contesto dove l’entusiasmo e la preparazione tattica potrebbero fare la differenza. Anche se l’esperienza in panchina in Italia è appena agli inizi, il tecnico spagnolo dimostra già di avere il polso della situazione e la mentalità giusta per guidare i suoi verso traguardi più alti.


