Il lungo addio di Daniele Verde: da protagonista a separato in casa

Dalla Serie A ai margini dello Spezia, il trequartista napoletano resta fuori lista in attesa del mercato di gennaio

verde

Un tempo accendeva gli spalti dello stadio Alberto Picco con giocate spettacolari, cambi di passo brucianti e dribbling secchi. Oggi, Daniele Verde osserva da fuori, separato in casa Spezia, escluso dalla lista Over della squadra. Una parabola discendente, quella del numero 10, che nel giro di pochi anni lo ha visto passare da simbolo di salvezze in Serie A a giocatore ai margini, in attesa di una nuova opportunità.

Il picco della carriera con la maglia bianca arrivò tra il 2020 e il 2022, quando Verde fu tra i protagonisti delle due permanenze dello Spezia nella massima serie. Restano indelebili nella memoria dei tifosi aquilotti i due gol per le due vittorie nei derby con la Sampdoria, il gol salvezza incasa dell’Udinese e resta memorabile la sua rovesciata all’Olimpico contro la Lazio, una rete da “figurina Panini” che aveva persino sfiorato la candidatura al Premio Puskas. La maglia numero 10 delle Aquile è sempre stata “pesante“, ma lui l’aveva onorata a suon di prestazioni con 54 presenze, 14 gol e 7 assist in due anni.

Poi però iniziarono le difficoltà, complici infortuni e scelte tecniche. La stagione della retrocessione ai Playout contro l’Hellas Verona segnò l’inizio di una fase travagliata. Verde fu frenato da una fastidiosa pubalgia che ne condizionò pesantemente il rendimento. Nonostante il desiderio di incidere, il suo contributo fu limitato e non bastò a evitare la discesa in Serie B. 28 presenze con 6 gol e 4 assist, ma di queste tante gare giocate per una manciata di minuti, alcune volte anche un solo minuto in campo.

Nel campionato successivo, partito con ambizioni di pronta risalita, lo Spezia si trovò invece impantanato nella parte bassa della classifica. Accantonato inizialmente da mister Alvini a favore di Antonucci, Verde ritrovò spazio solo con l’arrivo di miser Luca D’Angelo. Una doppietta decisiva sul campo del Pisa rilanciò il suo status: sembrava vicino al Palermo, ma alla fine arrivò un rinnovo triennale e la conferma come perno della squadra. Seconda stagione con più gol in carriera (sette) e salvezza conquistata all’ultimo tuffo.

Tuttavia, l’estate scorsa Verde accettò la proposta della Salernitana, da poco retrocessa dalla Serie A. Un trasferimento in prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione. Il ritorno nel massimo campionato non si è concretizzato: la Salernitana ha vissuto un’annata disastrosa, chiusa con una nuova retrocessione, stavolta in Serie C, dopo la sconfitta nel Playout contro la Sampdoria. Le 37 presenze, spesso da subentrante, con 3 gol e 4 assist, non hanno inciso abbastanza per salvarne il destino.

Il rientro alla Spezia in estate è stata una conseguenza diretta della mancata promozione dei campani. Eppure, nonostante si fosse allenato con serietà e avesse disputato le amichevoli, Verde non ha ricevuto offerte concrete né dalla Serie A né dalla Serie B. Offerte concrete sono invece arrivate dall’Omonia Nicosia e dall’AEK Larnaca del  massimo campionato di Cipro formazioni partecipanti anche alle coppe europee, ma Verde ha deciso di declinare così come quando qualcosa si era mosso in Grecia, dove il giocatore aveva già lasciato un buon ricordo con la maglia dell’AEK Atene. Tutte proposte ritenute non all’altezza.

Alla chiusura del mercato italiano, lo Spezia ha preso la decisione definitiva: fuori lista Over insieme a Serpe, lasciando Verde in attesa di una chiamata dall’estero. Neppure la finestra aperta in Turchia, Arabia Saudita o Qatar ha portato svolte. Ora resta solo il mercato serbo, aperto ancora per quattro giorni, prima di un lungo stop fino a gennaio.

Daniele Verde è così costretto a vivere da separato in casa, lontano dal campo, in una stagione che doveva segnare il suo rilancio e che invece lo vede escluso dai radar. Un destino amaro per un talento che aveva fatto sognare i tifosi spezzini e che la classe del suo mancino era comunque riuscito a lasciare un segno indelebile nella storia recente del Club di via Melara.iammare l’Alberto Picco…

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Alessio
Alessio
5 mesi fa

Nel calcio mai dire mai, era partito in ritiro con altri pressuposti era stato responsabilizzato
ma esigenze di bilancio e poi il mister che con il suo magnifico 3-5-2 è solo un fastidio perchè non trova spazio, ma se andiamo avanti così qualcosa bisogna inventare a livello di qualità, mai dire mai e pagare lo stipendio non è da intelligentoni.

Armando
Armando
5 mesi fa

Aveva dato per conclusa la sua carriera a spezia che uomo

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6 mesi fa

Lui e Agudelo: correvano come due lepri! Peccato!

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6 mesi fa

Giocatore finito…e lo sa anche lui…

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6 mesi fa

Peccato!!!!!

Has Fidanken
Has Fidanken
6 mesi fa

Dispiace. Cmq c’è da dire che Verde ha fatto il fagotto per andare a riprendersi la A con la Salernitana chiamandosi fuori per primo dalla rinascita dello Spezia. Sappiamo come sia andata. Sp ai vertici e Salerno mestamente in C. Oggi aver rifiutato le varie opportunità all’estero, almeno in prestito, è stato uno schiaffo a chi avevi voltato le spalle 12 mesi prima. Era chiaro a tutti e credo a quanto detto da Melissano che la scelta era stata fatta lo scorso anno. Aveva necessità di nuovi stimoli e progetti. Poi l’opportunità di avvicinarsi a casa ha fatto il resto.… Leggi il resto »

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