Cellino torna a parlare: «Brescia vittima di circostanze negative: la Samp non poteva retrocedere»

L’ex presidente racconta la retrocessione e l’addio alle Rondinelle: “I blucerchiati con 200 milioni e garanzie bancarie non potevano retrocedere. L'errore è stato accettarne l'iscrizione a inizio stagione.”

Massimo Cellino rompe il silenzio. Dopo mesi lontano dai riflettori, l’ex patron del Brescia è tornato a parlare della fine della sua avventura in biancazzurro e della travagliata retrocessione che ha portato alla nascita dell’Union Brescia grazie al “trasferimento” del titolo della Feralpisalò di Giuseppe Pasini al “Rigamonti”. In un’intervista, Cellino ha espresso amarezza e rabbia per le dinamiche che, a suo dire, lo hanno costretto a uscire di scena.

«La Sampdoria non doveva retrocedere»

Il dirigente sardo ha puntato il dito contro il sistema: «Sono vittima di una serie di circostanze negative con una Sampdoria che non deve retrocedere perché ha 200 milioni di debiti e garanzie con le banche. La Federazione l’ha iscritta impropriamente l’anno precedente», ha affermato.

«Una disgrazia, la coda del diavolo»

Cellino ha definito la sua esperienza a Brescia «una disgrazia, la coda del diavolo», raccontando la vicenda che ha portato all’esclusione del club: «Un commercialista bresciano mi aveva venduto i titoli con la quietanza dell’Ufficio delle Entrate, con la supervisione della Covisoc. Un giorno prima dell’iscrizione mi dicono che è tutto falso e che devo tirare fuori 8 milioni in 24 ore per iscrivermi in Serie C. Non ce li avevo: se l’avessi saputo li avrei procurati, ma era quello che volevano loro».

Penalizzazione e retrocessione

L’ex presidente ha ricordato anche la penalizzazione che ha aggravato la situazione sportiva delle Rondinelle: «E se avessi avuto tre punti in più non sarei comunque retrocesso anche con la penalizzazione», ha dichiarato, sottolineando come le vicende extracampo abbiano inciso in maniera determinante sul destino del club.

Un addio tra rimpianti e accuse

Il suo intervento riapre vecchie ferite in una piazza ancora divisa tra nostalgia, rancore e la necessità di guardare avanti. Con la nascita dell’Union Brescia e il passaggio del Rigamonti alla Feralpisalò, la storia del calcio cittadino ha voltato pagina, ma le parole di Cellino confermano quanto sia ancora aperta la discussione sul ruolo avuto dalle istituzioni sportive e sulla gestione della crisi societaria con tanti punti interrogativi che restano ancora senza risposta sulla situazione debitoria della Sampdoria.

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6 mesi fa

Tutta l’Italia lo sa…….😂

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6 mesi fa

È un LESTOFANTE ma… non ha tutti i torti!!

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6 mesi fa

Non paga a febbraio e si scopre guarda caso 2 giorni dopo la RETROCESSIONE IN C

Leonardo
Leonardo
6 mesi fa

Cellino ha fatto degli errori sono costati la penalizzazione ma è ancche vero che hanno voluto ripescare la Sampdoria. Per i soldi che doveva e deve ancora alle banche la Lega di Serie B non doveva ammettterla a far parte del campionato 2024/25 facendola partecipare al Campionato di Lega Pro o le Banche avrebbero dovuto richiedere il pagamento del debito e quinti la Sampdoria sarebbe fallita, senza calcolare che il debito salirà ancora e gli interessi alle banche pure e quindi anche questa stagione non avrebbe dovuto e potuto partecipare al campionato di B, con Brescia e Sampdoria retrocesse e… Leggi il resto »

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6 mesi fa

La Samp non poteva retrocedere e tu in un Paese serio saresti in galera da vent’anni,come la mettiamo?

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