È arrivato il momento delle prime parole ufficiali anche per Pietro Beruatto, nuovo rinforzo dello Spezia, approdato in riva al Golfo dei Poeti negli ultimi giorni di mercato con la formula del prestito e diritto di riscatto fissato a 500.000 euro. Un’operazione resa possibile dal D.s. Stefano Melissano, abile a limare la richiesta iniziale del Pisa, fissata a 1,5 milioni.
Accolto con grande entusiasmo dal tecnico Luca D’Angelo, che lo ha fortemente voluto, il classe 1998 ha subito sottolineato la forza del progetto e l’importanza della piazza: «Lo Spezia è una società prestigiosa. Ho avuto modo di affrontarla da avversario e lo stadio mi ha sempre impressionato. Quando arriva una chiamata così, è difficile dire di no».
Reduce da una stagione in chiaroscuro tra Pisa e poi Sampdoria da gennaio in poi, Beruatto cerca un nuovo slancio con la gloriosa “maglia bianca” indosso «L’impatto è stato subito positivo: conoscevo tanti ragazzi e mi sono ambientato facilmente. Con Leo (Loria, Ndr), in particolare, ho condiviso anni a Pisa: è un compagno con personalità e ci intendiamo bene», ha spiegato.
Guardando al campionato, l’esterno mancino mantiene i piedi per terra: «La Serie B è sempre difficile. La base resta raggiungere i 45 punti, poi i sogni sono quelli lì. Io spero di portare esperienza, gol e assist da quinto di difesa. La rosa è forte, il gruppo è sanissimo: questo è fondamentale, e non è mai scontato».
Il feeling con D’Angelo, già sperimentato a Pisa, è totale: «L’ho ritrovato simile a come lo ricordavo, con la stessa mentalità di sempre. Con giocatori come Esposito potremo avere più qualità nella gestione del pallone. Ritrovarlo qui è stato bello».
Non è mancato un riferimento al passato recente con la Sampdoria, dove la scelta di operarsi alla spalla lo aveva escluso dai playout: «Ho sempre dato il massimo. Parlare dopo è facile, ma credo che da ogni esperienza ci sia qualcosa da portare a casa. Non ho rimpianti».
Sul piano della concorrenza con Aurelio, Beruatto ha mostrato maturità: «Avere competizione è importante: ti tiene concentrato e migliora il livello degli allenamenti. Se non giochi, è colpa tua, non degli altri. Siamo un gruppo intelligente e questo conta molto nei momenti difficili».
Dal punto di vista fisico, servirà ancora tempo: «Non ho fatto preparazione, e questo pesa. Ma avendo già lavorato con il mister, conosco diversi meccanismi. Con un gruppo così, però, è impossibile non entrare subito in sintonia», ha concluso.


