Sergio Ferretti, classe 1957, simbolo dello Spezia anni ’80 con 110 presenze e 28 gol, entrerà ufficialmente nella Hall of Fame del Club di via Melara. L’investitura avverrà in occasione del match Spezia-Palermo, un riconoscimento che l’ex N°10 delle Aquile ha accolto con emozione e orgoglio.
“È un onore incredibile, l’emozione più grande della mia carriera sportiva – ha dichiarato a La Nazione. – Ringrazio la società per questo premio, che voglio condividere con i miei compagni della stagione 1985-86, autori di un’impresa straordinaria. Anche i tifosi meritano questo riconoscimento: dopo 40 anni torno a Spezia e vengo accolto come se fossi ancora in campo. L’ultima volta i ragazzi dell’Orgoglio Spezzino mi hanno fatto una festa che mi ha commosso.”
Ferretti ha ricordato i momenti difficili del fallimento societario, quando lui e altri decisero di restare nonostante offerte più ricche: “Sarei potuto andare a Catania e guadagnare tre volte tanto, ma prevalse il senso di responsabilità. I tifosi ci ricambiarono con collette per pagare gli affitti e acquistare le maglie. Un legame irripetibile.”
Un pensiero anche per l’attualità: “Alcune partenze pesanti come quelle di Pio Esposito, Reca ed Elia hanno inciso, ma mi auguro che i nuovi siano all’altezza. La priorità è mantenere la Serie B, poi chissà. Vlahovic, che conosco dall’Atalanta Under 23, può essere la sorpresa. Il reintegro di Lapadula sarà importante.”
Sul futuro dello Spezia, Ferretti ha le idee chiare: “Zurkowski può essere determinante, è il giocatore con più qualità. Mister D’Angelo ha personalità ed esperienza, il recupero degli infortunati sarà decisivo per risalire. Non credo sarà un campionato di sofferenza, ma per vincere serve un attaccante che garantisca tanti gol.”
Il giorno della cerimonia sarà inevitabilmente ricco di emozioni. Ferretti lo sa bene: “Alla partita con la Cremonese mi è venuta voglia di piangere vedendo la bellezza del ‘Picco’ e la Ferrovia coperta. Sarà dura trattenere la commozione.”


