Avrebbero potuto incrociarsi già allo Spezia quando Pecini valutò anche Farioli, allora allenatore in Turchia, ma senza patentino UEFA per allenare in Italia in attesa di poter partecipare al supercorso di Coverciano, per la sostituzione di Thiago Motta, ma alla fine il Club di via Melara virò su Gotti.
Ora Farioli e Jakub Kiwior si troveranno finalmente nello stesso club, ma in Portogallo e con la maglia del Porto. I “Dragoes” hanno infatti ufficializzato nella tarda serata di ieri l’arrivo in squadra del centrale difensivo polacco prelevato dall’Arsenal.
L’ex dello Spezia si accasa ai biancoazzurri con la formula del prestito oneroso (2 milioni di euro, Ndr) con diritto di riscatto che può diventare obbligo a determinate condizioni per ulteriori 26 milioni di euro.
Inutile ricordare come Jakub Kiwior sia una delle tante “scoperte” del periodo spezzino del D.t. Riccardo Pecini. Kiwior, allora sconosciuto ai più, militava nello Zilina in massima serie slovacca. Dopo averlo tenuto d’occhio decise di acquisirlo versando 2.4 milioni di euro (bonus compresi, Ndr) al club gialloverde. Una cifra che ai tempi fece storcere il naso a molti, ma la realtà racconta che ad avere ragione è stato ancora una volta il dirigente spezzino.
Lo Spezia, dopo una stagione e mezza con 43 presenze all’attivo e una salvezza in Serie A, lo cedette in Inghilterra all’Arsenal in un’operazione complessiva da quasi 25 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Con i “Gunner’S“ 68 presenze con 3 gol e 5 assit. Fu la cessione più remunerativa della storia per il Club di via Melara che ora guadagnerà ancora da questo trasferimento se tra una stagione esso diventerà definitivo grazie alla percentuale sulla futura rivendita che potrebbe portare fino a un massimo di 2 milioni di euro nelle casse aquilotte.
Dopo Beck, per cui lo Spezia ha incassato la percentuale sulla rivendita per il suo trasferimento estivo agli austriaci dello Sturm Graz, e David Strelec (LEGGI QUI) ecco un’altra entrata per cui bisogna ringraziare la lungimiranza e l’intuito del “Pec“. E pensare che c’era una parte di tifoseria che affermava che non poteva fare il Direttore Sportivo (comunque era D.t. e non D.s., Ndr) durante la sua esperienza in maglia bianca sotto la proprietà della Famiglia Platek…
Photo Credits: Pagina FB Porto FC



Io ero tra quelli che sosteneva come Pecini non fosse un DG. Assurdo presentare una lista di giocatori di movimento pari a 13 alle prime di campionato o tante altre “perle” gestionali tra cui la gestione di Thiagone con i rapporti rotti e l’esonero pronto……. Ma dal punto di vista scouting o come DS mai in discussione. Seppur giovane aveva diverse agenzie sparse in Europa ed aveva il pieno controllo e conoscenza di alcuni mercati. Un Professionista di livello assoluto. Poi sui giocatori bisogna investire anche tempo. Strelec non ha nelle corde il “giocare per la squadra”, “far salire” “venire… Leggi il resto »
Pecini ha solo scoperto, giusto per citarne alcuni, giocatori del calibro di Modric, Mbappé, Icardi, Skriniar, Schick, Linetty, Torreira, Berbatov e questi sono solo alcuni che mi vengono in mente adesso (senza contare quelli nello Spezia). La Sampdoria sulle sue plusvalenze (150 milioni di euro circa complessivamente) ci ha campato per anni. Solo dei folli potevano criticarlo…se fosse restato lui sarebbe restato Gotti e quel campionato lo avremmo chiuso con una salvezza.
D’accordissimo.
Anche per me è stato assurdo non continuare con lui. Alla fine sono i bravi Ds che alla lunga portano i risultati, economici e soprattutto sportivi.
Un esempio è Sartori.
Ti dirò di più, noi abbiamo peggiorato tutto in una notte, quando Pecini stava per chiudere con Falcone e invece siamo stati costretti ad andare su Dragowski. Lì potevamo fare un altro campionato.
D’accordo su Pecini.
Gotti purtroppo fece giocare Nzola titolare in coppa Italia a Bergamo, lasciando fuori Strelec, il caso volle che Nzola si fece male, da lì è iniziato tutto.