Pio da Coverciano: “Salvatore mi ha detto di godermi questa esperienza e vivere il momento”

L'ex centravanti dello Spezia dal ritiro dell'Italia: "Mi rivedo in Mandzukic, sono quel tipo di attaccante che lotta su ogni pallone. Le mancate qualificazioni agli scorsi due Mondiali? Sono qui per invertire questa tendenza."

È stata una settimana indimenticabile per Francesco Pio Esposito, che venerdì ha festeggiato la convocazione in con l’Italia maggiore del neo C.t. Gennaro Gattuso e domenica sera ha esordito in Serie A con la maglia dell’Inter dopo aver già giocato e segnato in estate al Mondiale per club.

Da ritiro di Coverciano l’ex centravanti dello Spezia ha preso la parola in conferenza stampa: “Sta succedendo tutto molto velocemente. Sono molto contento di essere qui per la prima volta, è un’emozione grandissima. Questo è un momento molto positivo, ma nel calcio può cambiare tutto velocemente e serve grande equilibrio”.

Autore di 19 gol e 3 assist, oltre a ben 10 pali colpiti, nella scorsa stagione in maglia bianca il classe 2005 si è detto felice per i complimenti ricevuti da Fabrizio RavanelliSono contento che si riveda in me.“, ma anche per l’accostamento a un “guerriero” come l’ex Juventus e Bayern Monaco Mario MandžukićSono quel tipo di attaccante lì, che lotta su ogni pallone usando il fisico”.

Pensando all’Italia e alla maglia azzurra riaffora un ricordo di un gol, anzi più precisamente di due gol, ossia una doppietta di Mario Balotelli: “Quella alla Germania nella semifinale dell’Europeo del 2012. Era il giorno del mio compleanno ed ero a casa con gli amici”. Risale a due anni più tardi l’ultima partecipazione dell’Italia al Mondiale: “Ho sofferto per la mancata qualificazione agli ultimi due Mondiali, ora siamo qui per cercare di invertire questa tendenza“.

Il più giovane dei tre fratelli Esposito potrebbe esordire in Nazionale tre anni dopo Salvatore, con il regista dello Spezia che aveva debuttato con Roberto Mancini all’età di 21 anni. Bruciare le tappe è una questione di famiglia: “Salvatore mi ha detto di godermi l’esperienza, di vivermi questo momento senza troppe paranoie. Quando sto con i miei fratelli però cerchiamo di parlare il meno possibile di calcio”.

Nell’Inter, come in Nazionale, non mancano i modelli da seguire: “A Lautaro ruberei la cattiveria, fa tutto sempre al 100%, anche in allenamento. A Marcus a semplicità nel fare le cose, nel saltare l’uomo. Dei miei compagni in Nazionale mi è sempre piaciuto Scamacca, trovo che sia un attaccante completo”.

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