Francesco Plaia potrebbe presto salutare il calcio italiano per approdare in Qatar, dove lo attende una nuova opportunità con lo SC Al Waab. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, il portiere classe 2005, attualmente in forza alla Primavera del Torino, sarebbe a un passo dal trasferimento in prestito al club qatariota, con cui le parti sono già al lavoro per definire gli ultimi dettagli dell’accordo.
Plaia, estremo difensore nato a Bruxelles ma italianissimo, ha completato la sua formazione calcistica nel Settore Giovanile dello Spezia prima di trasferirsi in granata con la formula del prestito biennale. Nella stagione appena conclusa, ha collezionato 22 presenze con la formazione Primavera del Torino, dimostrando solidità e buone qualità tra i pali.
La trattativa in corso prevede il trasferimento in prestito, un’opzione che consentirebbe al giovane portiere di maturare esperienza in un contesto internazionale, mantenendo comunque un legame con il club italiano. A gestire l’operazione sono gli agenti della GEA World, in contatto con entrambe le società per definire le modalità del passaggio.
Il trasferimento al club qatariota rappresenterebbe una tappa significativa nella carriera di Plaia, che potrebbe confrontarsi con un nuovo campionato, nuove dinamiche e un’esperienza importante dal punto di vista umano e professionale. L’SC Al Waab, squadra attualmente militante nella seconda divisione qatariota, sarebbe pronta ad accogliere il giovane talento come possibile titolare tra i pali.
Nel panorama attuale del calcio giovanile italiano, il trasferimento all’estero di un giovane portiere rappresenta una scelta non comune, ma sempre più diffusa per garantire continuità e crescita a calciatori in cerca di spazi e visibilità. Se l’operazione dovesse concludersi positivamente, per Plaia si tratterebbe della prima esperienza lontano dall’Italia, un’opportunità per consolidare il proprio percorso professionale e prepararsi al grande salto nel calcio dei grandi.



Ma per favore…in Qatar per giocare in serie B.
Una serie C italiana è sicuramente più competitiva ma probabilmente è, come sempre, solo una questione di soldi.