Un tuffo nel cuore pulsante della memoria calcistica italiana, tra emozioni vere, grandi protagonisti e un pubblico numeroso che ha gremito il parco Mimma Rolla di Arcola per la quinta edizione del Premio Coriolano Perioli. Una kermesse ideata dal vicesindaco di Arcola Gianluca Tinfena, con il sostegno della Fondazione Carispezia e la partnership della Dario Perioli Group, che si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate sportiva spezzina.
La serata è stata un inno alla memoria sportiva e civile. Il premio, infatti, è intitolato a Coriolano Perioli, imprenditore spezzino noto per il suo gesto eroico nel 1944, quando riuscì a salvare decine di giovani calciatori sottraendoli alla guerra e facendoli giocare nella squadra dei Vigili del Fuoco di Spezia, che vinse lo Scudetto nel ’44 battendo il leggendario Grande Torino.
A ripercorrere quella storia è stato lo scrittore Marco Balestracci, autore del libro “Giocare con il fuoco”, che ha raccontato come da un’idea legata ai Mondiali sia nato l’interesse per quello “scudetto scomparso”, vinto nel periodo più buio della storia italiana.
Sul palco anche i vertici dello Spezia Calcio, con l’amministratore delegato Andrea Gazzoli e il vicepresidente Andrea Corradino, insieme a Michele Giromini, CEO della Dario Perioli Group, che ha sottolineato l’importanza di valori condivisi tra sport e impresa: “Se si è squadra, si vince”, ha detto davanti al pubblico.
Applausi a scena aperta per le vecchie glorie dello Spezia, protagonisti di epoche diverse ma unite dallo stesso spirito: Sergio Borgo, capitano della promozione in C1 del 1986; Emiliano Milone e Roberto Bordin, colonne della squadra imbattuta 1999-2000; Nicola Padoin, autore di un gol storico alla Juventus in Serie B; e i protagonisti della cavalcata del 2012, come Lorenzo Lollo e Giuseppe Spalenza.
Ospite d’onore il campione del mondo 1982 Francesco ‘Ciccio’ Graziani, che ha conquistato il pubblico con aneddoti, ironia e commozione. Intervistato da Enzo Bucchioni e Gianluca Tinfena, Graziani ha ricordato la finale del Mundial in Spagna, la famosa partita a scopone con il presidente Pertini sul volo di ritorno, ma anche i momenti privati, come la vigilia del match vissuta con Giancarlo Antognoni, dolorante ma determinato a giocare.
“Scirea è stato il mio esempio. Come uomo, prima ancora che come giocatore”, ha detto con voce commossa, aggiungendo: “Quando parlo di lui, non riesco a trattenere l’emozione”. O ancora ha sottolineato il rapporto con il C.t. Bearzot: “Una persona meravigliosa, straordinaria, molto onesta e corretta. Per noi più che il nostro allenatore era un enorme punto di riferimento, diciamo il nostro papà. Eravamo un po’ invidiosi per il rapporto diverso che aveva con Dino Zoff, che poi era il nostro fratello maggiore”
Il popolare “Ciccio” ha poi risposto a chi nel calcio attuale sia l’attaccante in cui si rivede di più e non è mancato un paragone con il fresco ex aquilotto Francesco Pio Esposito: “Chi mi somiglia nel calcio moderno? Direi Lucca, forse un po’ anche Piccoli e Pinamonti, ma avendo visto Francesco Pio Esposito in maglia Spezia devo dire che mi dà soprattutto l’idea che come caratteristiche un po’ ci assomigliamo.“
In apertura anche l’in bocca al lupo proprio allo Spezia Calcio in vista della nuova stagione: “Da parte mia l’in bocca al lupo perché la squadra possa tornare presto in Serie A dopo esserci andata così vicina la scorsa stagione.“
Nel suo racconto trova ovviamente spazio un calcio che non c’è più: fatto di relazioni umane, tifosi vicini e spogliatoi senza tecnologia. “Dopo le partite mia moglie mi chiamava per dirmi di passare dal macellaio o dal verduraio. Eravamo persone comuni”, ha ricordato con tenerezza.
La serata si è conclusa con i riconoscimenti alle associazioni sportive locali e con un annuncio importante: la prossima edizione del Premio sarà dedicata alla storica promozione dello Spezia in Serie A.



Anche mio nonno era a Gusen, spezzini entrambi, si saranno fatti compagnia e coraggio.