Sarebbe tutto pianificato per quanto riguarda il passaggio di Salvatore Elia al Palermo: costo del cartellino, relativi bonus, divisione della somma incassata con l’Atalanta al 50% e contratto triennale con sostanzioso aumento per il giocatore tanto che il N°7 dello Spezia sarebbe atteso tra lunedì e martedì a Palermo per le visite mediche.
Il condizionale però è d’obbligo perché, secondo quanto riportano i colleghi de Il Secolo XIX, al momento paiono di difficile soluzione i problemi sorti tra il Club di via Melara e il procuratore Giovanni Branchini che rappresenta il ragazzo.
Le problematiche riguarderebbero un mancato pagamento all’operatore di mercato ai tempi delle operazioni di rinnovo di contratto e poi cessione alla Fiorentina di M’Bala Nzola quando a guida dell’area tecnica dello Spezia vi era ancora Eduardo Macìa.
Ovviamente il Palermo non vuole entrare in queste questioni, ma ha dato una sorta di ultimatum per la trattativa. Se questa non si dovesse sbloccare in Sicilia hanno già pronta l’alternativa a Elia che il D.s. Carlo Osti ha individuato in Emmanuel Gyasi in uscita dall’Empoli.
Il 31enne ex capitano dello Spezia lascerà l’Empoli dopo la retrocessione in Serie B, ma ha costi sicuramente maggiori rispetto a Elia. E va anche capita la sua volontà, o meno, di tornare a giocare nel torneo cadetto dopo cinque campionati consecutivi in Serie A.



No no prendetevi questo!
Macia, Macia tutti gli errori NON VOLAN VIA…. altro che causa allo Spezia…..noi tifosi ti dovevamo portare in tribunale, e direi dai risultati che il ” buon nome ” te lo rovini da solo con le capp….le che fai.
Ma dico, cosa sta ancora aspettando il Palermo ? Prendi Gyasi è molto meglio tecnicamente e fisicamente!
Fatteli dare da macia i soldi Branchini o da Elia che ci tiene ad andare via o dal Palermo : spero che i nostri si comportino con i procuratori diversamente da quelli che li foraggiavano precedentemente,procuratori che ora non sono nemmeno contenti…
I danni causati da EM sono incalcolabili. E non vedo gli ottimisti di professione che lo osannavano tanto, dire che avevano preso l’ennesima cantonata.