Dopo un trasferimento record, per il calcio sloveno, dal Mura allo Spezia per poco più di un milione di euro e un’esperienza agrodolce tra Serie A e B, Tio Cipot ha ritrovato sé stesso in Austria. In un’intervista esclusiva rilasciata al portale sloveno Sportklub, il fantasista classe 2003 ha raccontato con sincerità la parabola del suo percorso professionale, elogiando il campionato austriaco, definito “crudele ma ad altissimo livello”, e riflettendo sulle scelte che lo hanno riportato alla ribalta.
“Non scambierei il tempo allo Spezia per nulla al mondo,” ha dichiarato il giocatore, che ha però ammesso di aver avuto difficoltà di adattamento e maturità nei suoi primi mesi in Italia. “Ero giovane, inesperto. Non posso dare la colpa solo all’allenatore. La retrocessione in Serie B ha complicato tutto, per uno straniero è ancora più dura.”
La svolta arriva con il trasferimento al Grazer AK (GAK), inizialmente accolto con scetticismo, ma poi rivelatosi decisivo per rilanciare la carriera di Cipot. “Volevamo fare un passo indietro per poi poterne fare tre in avanti. Qui ho trovato minuti, gol, motivazione. Le strutture sono ottime, la professionalità altissima, anche in un club appena salito dalla seconda lega.”
Con 7 gol e 2 assist stagionali, e una convocazione all’Europeo U21 imminente, Cipot è tornato al centro dell’attenzione. “Il GAK mi ha fatto sentire importante. Se un giorno tornerò qui anche solo per un caffè, voglio che la gente mi ricordi come un giocatore positivo.” Il rapporto con il club austriaco è ancora aperto: “Mi hanno fatto capire che vorrebbero tenermi. Ma decideremo tutto dopo l’Europeo.”
Sul futuro, il calciatore è prudente: “Ora non ha senso prendere decisioni. Magari all’Europeo segnerò, magari farò male. Il calcio è imprevedibile.” Ma il messaggio è chiaro: Cipot vuole restare in Europa. “Il campionato sloveno lo apprezzo, è cresciuto molto, ma io voglio affermarmi fuori, a livello continentale. Solo più avanti, da veterano, potrei tornare in patria per aiutare i giovani.”
Con ancora due anni di contratto con lo Spezia, ma un forte interesse da parte del Maribor e del Celje (LEGGI QUI), il futuro di Cipot è tutto da scrivere. Quello che è certo, però, è che l’esperienza a Graz ha acceso di nuovo una fiamma che sembrava sopita: quella del talento che, attraverso fatica e autocritica, cerca il suo posto nel calcio che conta.



Se quel somaro di Shomurodov a Firenze gliela avesse passata invece di voler fare il fenomeno…
Di certo è ancora molto giovane , con noi aveva esordito in A a 18 anni se non sbaglio
È nostro, è maturato, teniamolo, ha talento