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Maggiore: “Diventare un simbolo come Totti con la Roma? Ci ho pensato, ma…”

Il capitano dello Spezia reduce da una stagione eccezionale e top player nella classifica dei contrasti vinti in Serie A. “Italiano è quello che con me ha avuto più coraggio e meno dubbi: con lui parli solo di calcio. Indipendentemente da me lo Spezia del futuro può fare bene!”

Lunga intervista realizzata quest’oggi da Tuttosport al capitano 23enne dello Spezia Giulio Maggiore.

Il centrocampista spezzino è una delle rivelazioni di quest’ultimo campionato di Serie A appena andato in archivio.

Su di lui si sono mosse squadre importanti come Atalanta e Roma e la sua quotazioni è lievitata fino a 10 milioni di euro.

Mourinho ha avvallato il suo arrivo in giallorosso, Sartori (che già ci provò due anni fa, Ndr) lo ha osservato in quattro occasioni.

Lo Spezia vorrebbe confermarlo, ma di fronte a una richiesta irrinunciabile tutto è possibile.

Ecco cosa ha detto al quotidiano torinese.

MAGGIORE COME TOTTI –Ci ho pensato di rimanere nello Spezia a lungo e fare un po’ come Totti ha fatto con la Roma, diventare un simbolo. Io però ho dato tanto e ci sono momenti nella vita in cui devi fare delle scelte. Non so ancora cosa succederà, ma di certo se partirò potrò solo ringraziare chi ha creduto davvero in me.

LA SERIE A –San Siro l’ho visto fin da bambino: uno stadio che anche vuoto è un incanto. Devo dire la verità, pensavo che l’impatto con la massima serie fosse più duro. L’ho affrontato senza paura e con una squadra coraggiosa che aveva voglia di farsi notare. Italiano ci ha messo nelle condizioni di fare bene.

CRESCITA –Siamo cresciuti piano piano e penso che la partita di febbraio contro il Milan sia stato il vertice per tutti. Giocare così, con quella concentrazione e segnare con due spezzini cresciuti nel vivaio, io e Bastoni, è stato unico.

MOMENTI DIFFICILI –Ci sono stati passaggi difficili, per esempio a Napoli abbiamo avuto una grande reazione nel periodo peggiore. Nel finale di stagione mi sono preoccupato per non aver chiuso il discorso con la Sampdoria, ma mi sono anche detto che con Torino e Roma non potevamo sbagliare. E così è stato!

UN TOP PER CONTRASTI VINTI –Posso sembrare mingherlino, ma ormai la mia struttura è questa. In A ti devi far sentire, serve carattere per questo sono uno dei centrocampisti di Serie A che ha vinto più contrasti.

GLI ALLENATORI –Di Carlo mi ha dato la possibilità di esordire, con Gallo ho giocato poco, con Marino ho giocato, ma con discontinuità. Italiano è quello che ha avuto più coraggio: per lui nessun dubbio!

LO SPEZIA DEL FUTURO –Indipendentemente da me è una squadra che può fare bene, una squadra che ha assorbito la categoria, che si è adattata velocemente e con un tecnico che sa ragionare di calcio. E’ un tipo impossibile (ride, NDR), non puoi parlare con lui se non di calcio.

NAZIONALE A –E’ l’obbiettivo, ma devo dimostrare di poterci stare. Non con uno stage, ma con una convocazione vera. L’Azzurro merita di essere vestito, se sarò scelto ben venga.

EUROPEO UNDER21 –Ci giochiamo la semifinale con il Portogallo che è favorito insieme alla Francia, ma penso che potremmo metterli in difficoltà. Questa squadra può andare sicuramente avanti.

 

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