Gyasi: “In questi anni è stato fatto molto per la lotta al razzismo”

Dal primo calcio ad un pallone alla lotta contro il razzismo. L’attaccante dello Spezia si racconta a La Nazione

Emmanuel Gyasi si è raccontato a La Nazione. Queste alcune dichiarazioni:

I primi calcio ad un pallone:Ricordo ancora il mio primo giorno di allenamento a 8 anni con il Pino Torinese. Quel giorno tornando a casa dissi ai miei genitori che volevo fare il calciatore”.

I suoi idoli: “Sono sempre molto legato alle origini della mia famiglia e per me, oltre Ronaldinho, un altro modello è stato Asamoah Gyan, attaccante del Ghana degli storici risultati raggiunti ai Mondiali, che ha giocato anche in Italia con Modena e Udinese”.

Il razzismo: “Ai tempi della scuola dovevo difendere mia sorella da episodi di razzismo, nel settore giovanile del Torino ero spesso preso di mira dagli avversari per il colore della mia pelle. In questi ultimi dieci anni è stato fatto molto sulla lotta al razzismo”.

Marino, Italiano e… “Oltre a Marino e Italiano, che non finirò mai di ringraziare per quello che mi hanno insegnato allo Spezia, il mister che mi ha dato di più è stato Remondina: l’ho avuto sia alla Carrerese che alla Pistoiese. Oltre ad essere un bravissimo allenatore, è stato una figura di riferimento nella mia crescita sia di calciatore che di uomo”.

La prossima esultanza: “Ho un balletto nuovo che ho provato in queste settimane a casa con la mia ragazza. Quando arriverà il primo gol lo farò, ma per me è importante che vinco lo Spezia, mi accontenterei di fare molti assist come quello di Udine per Galabinov”.

 

Redazione

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