Nel primo pomeriggio di ieri la chiesa dei Salesiani di Firenze ha accolto familiari, amici e tanti protagonisti del mondo del calcio per l’ultimo saluto a Sergio Carpanesi, scomparso all’età di 90 anni.
Una cerimonia partecipata e commossa per ricordare una figura capace di lasciare un segno profondo in due città e in due società: la Fiorentina, con cui conquistò lo storico scudetto del 1955-56, e lo Spezia, dove da allenatore è diventato una vera icona entrando nella Hall of Fame del Club di via Melara.
La presenza del mondo viola e aquilotto
Alla funzione hanno partecipato numerosi rappresentanti del calcio italiano. Per la Fiorentina erano presenti ex giocatori come Paolicchi, Giovanni Galli e Roberto Galbiati, oltre a una delegazione ufficiale del club viola, il Museo Viola, l’associazione Storie Viola, lo storico dirigente gigliato Raffaele Righetti e altri protagonisti dell’ambiente fiorentino. Anche Moreno Roggi ha voluto rendere omaggio a Carpanesi con l’invio di una corona.
Particolarmente significativa la presenza della delegazione legata allo Spezia, con tanti ex calciatori allenati dal “Carpa” negli anni Ottanta, il periodo che ha contribuito a trasformarlo in una leggenda per la tifoseria aquilotta. Tra i presenti anche Luciano Spalletti, oggi allenatore della Juventus, che da calciatore fu guidato proprio da Carpanesi durante una delle stagioni più memorabili della storia dello Spezia.
Il ricordo di Spalletti
Al termine della celebrazione, Spalletti ha ricordato il rapporto umano costruito con il suo ex allenatore. “È facile avere un ricordo di Carpanesi, perché lui ha sempre avuto grande affetto e ammirazione per i suoi calciatori”, ha dichiarato il tecnico bianconero.
Un legame nato sul campo e rimasto nel tempo, fondato non soltanto sul calcio ma soprattutto sui rapporti umani. Carpanesi, infatti, è sempre rimasto profondamente legato alla città della Spezia, ma Firenze rappresentava per lui la casa degli inizi e il luogo del suo primo grande trionfo sportivo.
Il campione d’Italia con la Fiorentina
Carpanesi è entrato nella storia viola come componente della squadra capace di conquistare il primo storico scudetto della Fiorentina nella stagione 1955-56. Arrivato giovanissimo nel settore giovanile gigliato dopo essere stato notato nei “Carpanesi Boys”, squadra di ragazzi creata dal padre alla Spezia, approdò alla Fiorentina per una cifra di 400mila lire. Dopo il percorso nelle giovanili e nella squadra riserve, riuscì a conquistare la fiducia dell’allenatore Fulvio Bernardini.
Il 13 maggio 1956 arrivò anche il suo momento speciale: con la Fiorentina già campione d’Italia, Bernardini lo schierò nella gara contro la Spal, regalandogli una presenza in quella stagione trionfale.
Un’eredità che unisce due città
Accanto alla famiglia erano presenti numerosi ex giocatori e allenatori che hanno condiviso con Carpanesi momenti importanti della carriera, tra cui anche Giuseppe Pillon.
L’ultimo saluto ha riunito così Firenze alla Spezia nel ricordo di un uomo che ha rappresentato valori come appartenenza, passione e capacità di creare legami destinati a durare nel tempo. Sergio Carpanesi lascia un’eredità che va oltre i risultati sportivi: quella di un allenatore e di un uomo rimasto nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
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