Come ricorda il collega Armando Napoletano oggi sulle pagine de Il Secolo XIX, Andrea Mandorlini aveva un obiettivo preciso: diventare l’allenatore capace di riportare lo Spezia prima in Serie B e poi sognare una storica promozione in Serie A per il Club di via Melara, promozione che arrivò più avanti nella stagione 2020/2021 sotto la guida di mister Vincenzo Italiano.
Ma Mandorlini lo dichiarò pubblicamente il 25 marzo 2002, dal palco del Teatro Civico, durante la manifestazione che assegnò al allo Spezia Calcio lo Scudetto del 1944. Il tecnico voleva costruire un ciclo duraturo e lasciare un segno. Oggi, però, si ritrova dall’altra parte della barricata, alla guida del Ravenna, ossia la principale rivale delle Aquile nella corsa al ritorno immediato in cadetteria.
L’epopea aquilotta tra record e promozione sfiorata
Arrivato dalla Triestina il 1° luglio 1999, dopo il cambio di proprietà che aprì la strada alla gestione di Zanoli e soci, Mandorlini si trovò a lavorare con una squadra rinnovata e giocatori provenienti da categorie superiori. Nacque così lo Spezia dei record della stagione 1999-2000, capace di vincere l’allora campionato di Serie C2 senza conoscere sconfitte. Nacque così la “leggenda degli Invincibili“.
Il suo calcio si distingueva per intensità, ritmo e continue incursioni sulle fasce, dove emerso interpreti di assoluto spessoro come il “Figlio del Vento” Gianluca Coti e il “Sindaco” Roberto Chiappara. L’anno seguente la squadra rimase nelle zone alte della classifica, mentre nel campionato 2001-02, con pochi innesti, arrivò a un passo dalla promozione in Serie B. Un traguardo sfumato che precedette di quattro anni quello raggiunto da Antonio Soda. Il ciclo di Mandorlini, tuttavia, sembrava ormai avviato alla conclusione: il tecnico lasciò lo Spezia il 5 giugno 2002, prima di approdare al Vicenza.
Un addio amaro e una rivalità mai banale
Il distacco fu tutt’altro che indolore. Il sorteggio di Coppa Italia mise subito di fronte Spezia e Vicenza al Picco, il 21 agosto, e il pubblico accolse con fischi l’ex allenatore. Da quel momento Mandorlini ha incrociato più volte il cammino degli aquilotti, ottenendo successi con il Vicenza, il Verona — condotto fino alla Serie A — e la Cremonese, ma raccogliendo anche risultati negativi.
Una pagina indelebile nella storia dello Spezia
Prima di diventare allenatore, Mandorlini era stato un terzino apprezzato, lanciato da Carlo Mazzone all’Ascoli e protagonista nell’Inter di Giovanni Trapattoni. Appesi gli scarpini al chiodo a soli 33 anni, trovò proprio alla Spezia una tappa decisiva della sua carriera in panchina.
Restano le vittorie, le sfide spettacolari come il 2-3 contro il Modena di Ponzo e Grieco, i successi a Livorno e le trasferte memorabili. Ma anche le delusioni, tra cui la semifinale contro la Triestina allo stadio Rocco, che rese vana la rincorsa di quella squadra. Ricordi di un’altra epoca che tornano d’attualità: oggi Mandorlini è un avversario, e la sfida con lo Spezia può pesare sul futuro di entrambe le società.


