Il quotidiano La Nazione ha intervistato numerosi volti noti dello Spezia Calcio in occasione dei 120 anni di storia del club.
Tra i profili intercettati vi ĆØ anche Charlie Stillitano, Presidente del sodalizio di Via Melara.
L’ORGOGLIO DI ESSERE PRESIDENTE
Il dirigente italo-americano si ĆØ detto orgoglioso per la prestigiosa carica ricoperta nel team ligure: “Per me ĆØ un sogno rivestire la massima carica di un club cosƬ prestigioso, mi emoziona e mi inorgoglisce. Lo Spezia ĆØ un club con una grande storia, ĆØ stato in Serie A, vanta 30 campionati in cadetteria, ha vinto lo scudetto del 1944 e può contare su una tifoseria straordinaria. La nostra ĆØ una societĆ piccola, ma importantissima nel calcio italiano e ovviamente nella comunitĆ spezzina. Quando lo Spezia vince vedo la felicitĆ nei volti della gente, quando perde il mio pensiero va ai nostri tifosi”.
FORTE COMMOZIONE
Stillitano ha rievocato un momento che lo ha particolarmente toccato a livello emozionale: “Confesso che quando ho visto lo striscione della curva āRetrocede chi non ci credeā mi sono venute le lacrime agli occhi dallāemozione. In quei momenti ho chiamato Roberts e gli ho inviato la foto dello striscione. Io e Roberts non ci aspettavamo questa grandissima manifestazione di amore e affetto. La nostra gente ĆØ eccezionale, sono rimasto meravigliato quando ho visto gli oltre seimila abbonamenti sottoscritti. Il merito va anche al lavoro di Angelozzi verso il quale abbiamo la massima fiducia perchĆ© ĆØ bravo, intelligente e sente Spezia come casa sua. Da quando ĆØ arrivato lui la societĆ ĆØ cambiata”.
INTERVENTO PROVVIDENZIALE
L’arrivo in Liguria di Stillitano e Roberts ha permesso alle Aquile di sopravvivere dopo la caduta di FC32: “In quel momento la societĆ aveva bisogno di aiuto, ho chiamato Roberts, abbiamo visto che cāera lāopportunitĆ di traguardare un futuro importante per il blasone del club e lāimportanza di una tifoseria eccezionale, peraltro in uno dei luoghi più belli dāItalia. Ć Roberts che merita tutti gli elogi per ciò che ĆØ stato fatto. Il primo giorno dissi di guardare allāAtalanta, ora in Serie A. E abbiamo lāesempio del Como: anche in provincia si possono attuare modelli calcistici interessanti e vincenti. Il calcio ĆØ bello perchĆ© porta emozioni e orgoglio. Ovvio che non avevamo messo in preventivo la retrocessione in Serie C, ma rifarei tutto al cento per cento”.
GIOIE E DOLORI
Dal momento in cui ha assunto la carica di Presidente dello Spezia, Stillitano ha vissuto momento belli e momenti tristi: “Negli ultimi cinque minuti della partita con la Cremonese ho provato sensazioni fortissime, pensavo che ce lāavremmo fatta quando Vignali ha realizzato il secondo gol. Un altro momento indimenticabile ĆØ la vittoria con il Cesena per 3 a 2, credevo che stando allineati avremmo conseguito la salvezza. E poi lo spettacolo di fede assoluta ai colori bianchi della gente spezzina nel match con il Campobasso. Il momento più triste ĆØ identificabile con la retrocessione in Serie C, per il dolore che essa ha determinato alla gente. Di sicuro da quellāevento traumatico ho imparato che non possiamo avere le varie componenti societarie non allineate. Per me ĆØ stata una delusione perchĆ© non abbiamo dato il massimo supporto a Donadoni. Mi ĆØ dispiaciuto per i tifosi, per Roberts e per lo stesso tecnico. Ora, con Angelozzi, siamo finalmente allineati, non ci sono più le polemiche dellāanno scorso, mi fido di lui, dei nostri ragazzi e del nostro mister che ĆØ bravissimo. La nostra strada ĆØ iniziata questāanno”.
LA FIDUCIA DELLA PROPRIETA’
Nonostante la brusca discesa in C, la proprietĆ ha scelto di rimanere al proprio posto: “Di sicuro Tom ĆØ rimasto deluso perchĆ© sono stati spesi tantissimi soldi e non abbiamo fatto bene. Non ha, però, mai perso la sua fiducia, al pari di me. Abbiamo scelto di lavorare e pensare positivo, un poā come fecero i nostri immigrati quando arrivarono in America. Roberts cerca il successo, con lui e Guido miglioreremo”.
LE INTENZIONI DEL PATRON
Stillitano ha chiuso esponendo la volontĆ del patron Roberts: “Vuole che la societĆ cresca, altrimenti non avremmo preso un direttore del calibro di Angelozzi. Abbiamo costruito un bel team, ci vorrĆ tempo, ma il lavoro non ci spaventa e con questi tifosi nulla ĆØ impossibile”.


