«Per vincere questo campionato, storia vuole, ci vogliono venticinque vittorie. Quindi c’è tempo per fare tanti ragionamenti». Le parole pronunciate da Guido Angelozzi prima della sfida del Mapei sembrano oggi quasi una previsione. Il direttore tecnico aquilotto aveva infatti anticipato la possibilità di assistere a «un’altra ottima partita, perché la squadra sta andando veramente bene, oltre le previsioni».
Difficile, forse, immaginare il gol decisivo di Denis Cazzadori, ma il resto lo hanno fatto l’impegno incessante della squadra e la testa di Marco Turati.
La soddisfazione dopo il colpo di Reggio Emilia
Al termine della gara, Angelozzi ha lasciato il Mapei con tutta la soddisfazione possibile, condivisa anche da Charlie Stillitano, arrivato addirittura tre giorni prima del previsto per seguire da vicino la squadra bianca. Ma il successo sulla Reggiana rappresenta soprattutto l’ennesimo tassello di un avvio di stagione che, numeri alla mano, non ha precedenti nella storia recente dello Spezia.
Sette vittorie e un pareggio: è record
Come evidenziato da Armando Napoletano sulle pagine de Il Secolo XIX, nessuna formazione aquilotta aveva mai iniziato le prime otto giornate di campionato con un rendimento simile: sette vittorie consecutive e un pareggio, quello maturato alla prima giornata sul campo del Grosseto. Si tratta inoltre della miglior striscia iniziale di successi mai registrata dallo Spezia, ma i numeri di Turati vanno ben oltre.
Il tecnico non perde infatti dal 29 marzo 2026, quando era alla guida del Siracusa e venne sconfitto dall’Altamura. Sono trascorsi 190 giorni, con 14 risultati utili consecutivi considerando campionato e Coppa, tra l’esperienza siciliana e quella sulla panchina dello Spezia.
Turati meglio di grandi allenatori aquilotti
Con questo rendimento, Turati ha già fatto registrare un avvio migliore rispetto a quello di allenatori che hanno scritto pagine importanti della storia dello Spezia come Sonetti, Italiano, Mandorlini, Serena, Soda e Sergio Bertoni, quest’ultimo protagonista negli anni Cinquanta.
Il dato più significativo è però quello relativo all’intera Serie C Girone B: lo Spezia è l’unica squadra ancora imbattuta. In tutta la categoria, insieme agli aquilotti, non hanno ancora perso nemmeno Trento e Union Brescia.
Una squadra che guarda tutti dall’alto
Considerando anche Serie A e Serie B, il ristretto gruppo delle formazioni ancora senza sconfitte comprende oggi Lazio, Milan, Inter, Roma, Cesena, Mantova, Südtirol e Palermo. Gli Aquilotti si distinguono inoltre per una particolare efficacia nel gioco aereo: con sei gol di testa, sono la squadra dalla Serie A alla Serie C ad aver segnato più reti con questo fondamentale.
Il confronto con le ultime stagioni
Per comprendere quanto sia particolare il passo imposto da Turati, basta confrontare l’attuale classifica con quella delle precedenti stagioni nello stesso girone dopo otto giornate. Lo scorso anno il Ravenna era primo con 21 punti, davanti ad Ascoli e Arezzo, con i toscani capaci successivamente di rimontare e dominare il finale di stagione. Un anno prima il Pescara guidava con 20 punti, seguito dall’Entella a 17.
Tre anni fa era stata la Torres a dominare il Girone B con un avvio identico a quello dello Spezia, ovvero sette vittorie e un pareggio per 22 punti, prima però di subire un crollo nel prosieguo del torneo. Quattro stagioni fa, invece, Reggiana e Fiorenzuola erano appaiate a quota 18.
Il campionato è ancora lunghissimo
I numeri dello Spezia sono dunque straordinari, ma la storia recente insegna a mantenere alta l’attenzione. La lunghezza del campionato, la continua evoluzione degli equilibri e anche le variabili di natura finanziaria possono modificare rapidamente scenari e gerarchie.
Per questo il messaggio di Angelozzi resta il più significativo: il percorso è appena iniziato e, nonostante un avvio da record, c’è ancora tantissimo tempo per scrivere il resto della storia.


