A quasi vent’anni di distanza dalla storica promozione in Serie B, Pino Ruggeri e Antonio Soda sono tornati a vivere da vicino le emozioni di uno Spezia protagonista. L’ex presidente e l’allenatore della squadra del 2005/06 hanno assistito in tribuna a Reggiana-Spezia, rimanendo particolarmente impressionati dal nuovo corso aquilotto.
Ai microfoni del collega Francesco Busoni sulle pagine de Il Secolo XIX l’ex presidente aquilotto Ruggeri non usa mezze misure per descrivere quanto visto al Mapei Stadium: «Ho visto uno Spezia due spanne sopra la Reggiana, se continua così ha ottime possibilità di vincere il campionato».
Cardinali e Limonelli conquistano Ruggeri
L’ex presidente dedica poi parole importanti a Cardinali e Limonelli, due dei protagonisti della formazione di Marco Turati. Su Cardinali il giudizio è particolarmente colorito: «L’esterno è un “furetto”, quando ha la palla tra i piedi ha una velocità di movimento impressionante, salta sempre l’uomo».
Per Limonelli, invece, arriva un paragone con uno dei protagonisti dello Spezia di Ruggeri: «Mi ricorda Alessi. Gioca a tutto campo, sa ragionare, ha un ottimo piede e mette sempre il pallone giusto».
Qualche rischio, ma un’identità precisa
Non sono mancati i momenti di apprensione durante la gara, soprattutto in occasione di una giocata di Micai: «Ha fatto prendere uno spavento a tutti, se la Reggiana fosse passata in vantaggio la partita sarebbe stata tutt’altra. Piace anche a me giocare da dietro, ma senza neanche rischiare così tanto».
Al di là dell’episodio, Ruggeri apprezza soprattutto la personalità mostrata dalla squadra: «Quando i difensori non hanno paura di giocare la palla anche sotto pressione significa che la squadra c’è. Lo Spezia ha un’identità molto ben delineata».
Angelozzi e Turati, il binomio decisivo
Ruggeri sottolinea anche il lavoro svolto dal Direttore Tecnico Guido Angelozzi e da mister Marco Turati, soprattutto considerando la distanza della proprietà: «Non ho ancora avuto modo di conoscere personalmente Charlie Stillitano e mi piacerebbe, immagino che con una proprietà lontana, allenatore e direttore sportivo devono fare quadrato e influire positivamente sull’andamento della stagione e questo sta accadendo».
Il confronto con lo Spezia del 2006
I paragoni con la squadra che conquistò la Serie B venti anni orsono sono inevitabili. Ruggeri ricorda una formazione più esperta, con elementi come Maltagliati, Grieco, Guidetti, Saverino e Alessi, affiancati da cinque esordienti: «Volevamo un mix tra certezze e giovani da far crescere».
Il nuovo Spezia, secondo l’ex presidente, ha caratteristiche differenti: «È molto più giovane, ma gioca bene e ha grandi prospettive».
Soda: “L’atteggiamento è lo stesso”
Anche Antonio Soda trova però un punto di contatto con quella squadra: «Anche noi avevamo diversi giovani arrivati dalla Sanremese come Padoin. Sì, eravamo più esperti, ma l’atteggiamento era lo stesso di adesso: alla squadra di Turati ci accomuna il voler vincere sempre».
L’ex tecnico aquilotto promuove senza riserve il lavoro di Turati: «Li avevo già visti in televisione, ma dal vivo si capisce ancora meglio quanto siano forti per la C. È una squadra che rischia molto ma non è un punto debole, bensì è sintomo di mentalità giusta».
Limonelli mette tutti d’accordo
Soda insiste sulla mentalità offensiva delle Aquile: «Non pensano a difendersi e non speculano sul risultato. Vogliono sempre giocare e sanno cosa devono fare, lo Spezia ha tutte le caratteristiche per arrivare fino in fondo».
Infine, anche per lui il nome è lo stesso indicato da Ruggeri: Limonelli. «Non lo conoscevo e mi ha impressionato. Ha qualità e quantità, è in tutte le zone del campo ed è perfetto per questa squadra».


