Lo Spezia è chiamato a lavorare sulla valorizzazione dei giovani italiani che diventa una priorità strategica, non solo tecnica ma soprattutto finanziaria. Secondo quanto riportato da Il Secolo XIX, la dirigenza spezzina è consapevole dell’importanza del minutaggio dei calciatori under italiani, un parametro che la Lega Serie B premia concretamente: fino a 200 euro al minuto per i giocatori di proprietà, mentre i prestiti valgono il 75%, pari a circa 140 euro al minuto. Il massimo previsto è di 9.000 minuti complessivi a stagione, soglia superata da club come Reggiana, Juve Stabia e Mantova, mentre lo Spezia è rimasto indietro.
Il regolamento non fa distinzione tra i nati nel 2002, 2003 e 2004, e premia solo i giocatori di nazionalità italiana. Questo rende ancora più strategica la selezione e l’utilizzo di profili under in rosa. Il caso di Kouda, classe 2002, è emblematico: ottima resa in minuti nella prima parte della stagione, ridotta però dopo la cessione al Parma e il ritorno in prestito, che ha abbassato il valore dei contributi maturati per il club.
Ora una priorità potrebbe essere quella di dare spazio ai giocatori più giovani, specialmente ai classe 2004 e successivi, per incrementare il punteggio utile alla redistribuzione della “torta” economica della Lega. I nomi non mancano: Mascardi (2006), per cui potrebbe esserci un impiego quasi “obbligato”, così da generare contributi importanti anche a costo di togliere minuti a Sarr. Ecco che poi ci si aspetta la definitiva esplosione di Candelari (2005), ma anche di Djankpata (2005) che dopo una stagione di apprendistato è chiamato a rendersi protagonista ed è un profilo che piace a mister Luca D’Angelo. La novità potrebbe essere Baldetti (2007) che sarà aggregato e valutato in ritiro in Val Gardena: questi ragazzi sono tutti sotto la lente d’ingrandimento, con l’obiettivo di accumulare minutaggio utile e valorizzare il patrimonio interno.
Dovrebbero invece andarsi a fare le ossa in prestito i giovani centrali difensivi Giorgeschi e Benvenuto, entrambi classe 2004, che hanno avuto sporadiche presenze nella scorsa stagione.
Il problema, però, è strutturale: il settore giovanile dello Spezia negli ultimi anni è stato trascurato, nonostante le dichiarazioni d’intenti della proprietà americana guidata dai Platek. La mancanza di investimenti ha prodotto un evidente ritardo rispetto alle concorrenti e ora il club si trova costretto a inseguire nonostante negli ultimi anni il “Ferdeghini” abbia sfornato diversi talenti come Maggiore, Bastoni, Vignali Candela, Ceccaroni, Bertola, Mulattieri, Sadiq, Nura e Okereke giusto per citarne qualcuno. Con l’arrivo di Tom Roberts al timone il Settore Giovanile è stato rimesso al centro dei progetti del Club di via Melara come confermato in conferenza stampa dall’A.d. Andrea Gazzoli. I risultati non saranno immediati, ci vorrà del tempo, ma le prime avvisaglie già dalle strutture del Ferdeghini con il rifacimento del terreno in erba sintetica sembrano importanti.
Il mercato offre poche soluzioni esterne, sia per disponibilità che per costi. Questo obbliga la società a fare affidamento su risorse interne, investendo nei giovani cresciuti in casa o già presenti in rosa. Una scommessa necessaria, non solo per ragioni tecniche, ma utile anche per sostenere le finanze del club.
Nel frattempo, la Lega B non ha ancora comunicato la ripartizione definitiva degli incentivi della scorsa stagione, ritardando ulteriormente un’entrata fondamentale per tante realtà come lo Spezia. Ma una cosa è certa: competività e sostenibilità passano anche da un fiorente Settore Giovanile e in via Melara ne sono ben consci.
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