Diciannove pretendenti per lo Spezia: la corsa al club tra colpi di scena e passioni d’Oltreoceano

Il Club Aquilotto cambia due volte proprietà in soli due mesi: da Paul Francis a Thomas Roberts, tra trattative-lampo, imprevisti personali e un futuro che profuma di America

Nel panorama calcistico italiano non sono mancati negli ultimi mesi momenti di grande incertezza, ma quanto accaduto allo Spezia rappresenta un caso emblematico di rapidità e turbolenza gestionale. In appena due mesi, il club ha cambiato per due volte proprietà, tra trattative lampo, un’uscita di scena improvvisa e, come riportato da Il Secolo XIX, ben diciannove manifestazioni d’interesse per rilevare la società. Un valzer che ha coinvolto figure di rilievo del mondo finanziario internazionale e che si è concluso, per ora, con il ritorno del controllo a una realtà americana.

Dall’addio dei Platek all’ingresso di Francis

Il caos ha preso forma già nell’aprile 2024, quando la famiglia Platek ha comunicato la propria intenzione di interrompere il sostegno finanziario allo Spezia. Una decisione che ha portato la società a vivere di espedienti finanziari fino al gennaio successivo, tra anticipi di mutualità, sconti e aiuti bancari. In questa situazione di precarietà, si è inserita la figura dell’australiano Paul Francis, che ha rilevato il club per un euro. La trattativa si è chiusa rapidamente: 35 giorni per un accordo formalizzato a Milano, con un impegno economico che avrebbe dovuto toccare i 12 milioni di euro entro la fine della stagione.

Il passo indietro e la svolta americana

Tuttavia, motivi personali improvvisi di grave natura e la presa d’atto delle difficoltà gestionali hanno spinto Francis a un passo indietro. Dopo aver già versato 4,2 milioni in tre tranches, l’imprenditore australiano ha rimesso il club sul mercato, perdendo in prima persona una cifra consistente e lasciando spiazzati i propri investitori. A quel punto, la gestione della nuova cessione è stata affidata all’avvocato Giacomo Bei, con il supporto di Stillitano, volto noto negli ambienti legati agli investimenti sportivi statunitensi.

Un interesse internazionale per un club senza debiti

Diciannove soggetti hanno manifestato interesse concreto, attratti da un club senza debiti, dotato di uno stadio di proprietà (la gestione dell’impianto a costi contenuti dopo il rifacimento totale da parte della Famiglia Platek è stata assicurata dal Comune della Spezia al Club di via Melara per 99 anni, Ndr) e guidato da un allenatore stimato. Tra i potenziali acquirenti, anche proposte poco concrete o veicolate da intermediari privi di reale rappresentanza. Alla fine, a spuntarla è stato un nome noto della finanza di Boston: Thomas Roberts (LEGGI QUI), che ha agito personalmente creando in Delaware la Ram Spezia Holding Lp, ricalcando la struttura che fu dei Platek, ma con l’obiettivo di non ripeterne gli errori.

La comunicazione alla squadra e il ritorno della stabilità

La svolta definitiva è arrivata nella notte tra lunedì e martedì. Il direttore generale Andrea Gazzoli ha informato la squadra del cambio societario, poco prima del comunicato ufficiale delle 16 di ieri, che ha sancito il passaggio del club a Roberts. Subito dopo è stato effettuato il pagamento degli stipendi arretrati di marzo (Francis aveva coperto fino a fine febbraio, Ndr) e, a breve, seguiranno quelli di aprile.

La nuova proprietà americana sembra voler costruire su basi più solide, mantenendo vivo l’entusiasmo e la passione che circondano la squadra ligure. Il tempo dirà se questa sarà finalmente la stagione della rinascita definitiva, ma una cosa è certa: un euro speso per lo Spezia sembra non essere mai speso invano.

Redazione

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2 Commenti
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ema
1 anno fa

Preso a zero,paga i 7/8 milioni di stipendi ecc ecc se a giugno rimane in B vende i giocatori migliori e rivende la società ,se invece ha la fortuna di salire in serie A vende la società facendo una bella plusvalenza .Un’ investimento a breve termine che porta molti milioni nelle tasche a questo investitore

Alessio
1 anno fa

Questo significa che lo Spezia è appetibile, lo stadio 3 settori su 4 coperti, la tifoseria la città e la nostra storia è una garanzia, società in vendita da anni non trovano acquirenti.
Ora sotto dal nuovo presidente e mi aspetto per prima cosa che alzi la voce e chieda solo
rispetto per tutto quello che dobbiamo subire come tifoseria.

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