Turati svela i segreti delle nove vittorie consecutive: «Anche un calciatore di trent’anni può migliorare»

L’allenatore aquilotto ospite dell’Assoallenatori al Ferdeghini: dalla crescita individuale alla gestione dei giovani, passando per la preparazione fisica e la costruzione dal basso. «Bisogna essere sé stessi»

Quando Marco Turati entra nella sala conferenze del centro sportivo “Ferdeghini”, viene accolto da un’ovazione dei colleghi spezzini. È l’uomo del momento, l’allenatore dei record, protagonista di nove vittorie consecutive e di una fuga in classifica che, alla vigilia della stagione, appariva difficile da immaginare.

Come racconta Francesco Busoni sulle pagine de Il Secolo XIX, il tecnico aquilotto è stato ospite dell’Assoallenatori per una conferenza-dibattito molto partecipata. Una sala gremita di allenatori, desiderosi di conoscere la filosofia di lavoro dell’ex collaboratore di Vincenzo Italiano, accompagnato dal vice Fernando Spinelli e dal collaboratore tecnico Gianluca Pegolo.

«Ringrazio i componenti dello Spezia Calcio, dalla dirigenza allo staff tecnico, formato anche da due miei ex compagni, persone fidate e competenti, fino alla squadra che mette tanto impegno. La gente di Spezia lo riconosce e questa è la cosa più importante», ha esordito Turati.

Il lavoro individuale al centro del progetto

Alla base dei risultati c’è una particolare attenzione alla crescita dei singoli, senza limiti legati all’età. «Ci piace lavorare sul singolo: anche un calciatore di trent’anni può migliorare. Siamo fortunati perché abbiamo ragazzi che vogliono fermarsi mezz’ora in più», ha spiegato l’allenatore.

Le partite, secondo Turati, non si decidono soltanto attraverso l’organizzazione collettiva, ma anche grazie alle letture individuali. Per questo lo Spezia lavora su marcature, movimenti degli attaccanti, posture e gesti tecnici, con esercitazioni specifiche e riscaldamenti differenti ogni giorno.

«Alla fine dell’allenamento, in base ai carichi, dedichiamo altri venti o trenta minuti al lavoro individuale. Io seguo gli attaccanti, mentre i miei collaboratori si occupano degli altri reparti, perché voglio che i ragazzi si sentano liberi di fare domande senza paura di essere giudicati».

Spinelli ha sottolineato la differenza tra settore giovanile e prima squadra: nel calcio professionistico la tecnica viene sviluppata in relazione al modello di gioco. Anche gli esercizi più semplici, come passaggi e lanci, hanno una funzione precisa: la ripetizione aiuta a costruire sicurezza e autostima.

Preparazione fisica, pallone e fiducia nei giovani

Turati ha poi illustrato la scelta di utilizzare il pallone anche nella preparazione atletica. «Ho avuto la fortuna di provare sia la vecchia preparazione, con tanto lavoro di fondo e carichi importanti nelle prime settimane, sia metodi diversi, che prevedono di cominciare subito con il pallone». Quest’anno, con una rosa da definire anche attraverso il mercato, è stato necessario spingere immediatamente sul lavoro in campo, migliorando la condizione fisica e inserendo contemporaneamente dettagli tattici e contenuti tecnici. «Anche allenare la fatica è importante», ha aggiunto.

Spazio anche alla meritocrazia e alla valorizzazione dei giovani: «Sono molto meritocratico e non guardo la carta d’identità. Siamo consapevoli che all’inizio possano sbagliare, ma abbiamo una dirigenza che conosce il calcio e sa che gli errori fanno parte del percorso: bisogna accettarli e lavorarci».

Autenticità, emozioni e gestione dei cambi

Per Turati, il rapporto con il Gruppo deve essere autentico. «Ho sempre apprezzato quelli veri, anche quando urlavano, perché sapevo che caratterialmente erano fatti così. Lo dico anche ai miei collaboratori: bisogna essere sé stessi». Il tecnico si definisce più impulsivo, mentre i suoi collaboratori sono maggiormente riflessivi e pacati: caratteristiche diverse che i calciatori sanno apprezzare.

L’allenatore ha riconosciuto anche il peso delle emozioni nelle prestazioni: «I nostri calciatori devono ancora abituarsi, a volte l’emozione ci toglie qualcosa, soprattutto nella pulizia del gioco. Mi dà fastidio quando ci facciamo provocare e diventiamo ingenui, regalando punti».

Sulle cinque sostituzioni, Turati ha evidenziato opportunità e rischi: «È un’arma incredibile, ma anche a doppio taglio». Fondamentale, quindi, far comprendere a ogni giocatore che anche pochi minuti possono essere decisivi. «Dico spesso ai ragazzi che devono avere la stessa voglia di emergere che avevano a sei anni, quando giocavano al campetto con gli amici».

Costruzione dal basso e ruolo del portiere

Sul piano tattico, lo Spezia punta a costruire fiducia attraverso il possesso, accettando anche qualche rischio nella propria metà campo. «Abbiamo bisogno di giocatori e portieri che sappiano scegliere. Il nostro portiere ha fatto miglioramenti importanti e trasmette sicurezza a tutta la squadra», ha spiegato Turati.

Pegolo ha completato il ragionamento sottolineando come il portiere moderno sia diventato parte integrante della manovra: non deve soltanto parare, ma anche interpretare le situazioni e partecipare al gioco.

L’allarme sui falli pericolosi e la premiazione finale

In chiusura, Turati ha affrontato il tema degli infortuni e della tutela dei calciatori, ricordando un episodio che ha costretto un giocatore a uno stop di sette mesi senza che l’autore del fallo venisse ammonito. Ha citato anche il caso di Cardinali, che a Ravenna aveva riportato un segno evidente dopo un intervento.

«Io adoravo fare duelli duri e scivolate, ma so riconoscere un fallo da un tackle. Quando si alza il piede a martello si può fare molto male: bisogna tutelare i giocatori».

I premiati del calcio dilettantistico spezzino

A margine dell’incontro si è svolta la premiazione organizzata dall’Assoallenatori, presieduta a livello regionale da Alteo Bolognini, con i riconoscimenti agli allenatori vincitori dei campionati dilettantistici e giovanili 2025/26. Premiati Fabrizio Montali (Under 15 provinciale, Mamas Migliarinese), Luca Tonelli (Under 14 provinciale, Canaletto Sepor), Fabrizio Ricciardi (Under 17 regionale, Don Bosco Spezia), Renato Romano (Under 16 regionale, Canaletto Sepor), Francesco Canepa (Juniores regionale di secondo livello, Follo), Giacomo Bertonati (Seconda Categoria, Arcola Garibaldina) e Giulio Ponte (playoff di Eccellenza, Fezzanese).

calciospezia.it
Seguici su
Aggiungi calciospezia.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.
★ Aggiungici
Subscribe
Notificami

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Anche Zilli non è al meglio della condizione dopo Ravenna. L'alternativa è adattare Cazzadori e...
Dopo il successo sul Ravenna, le Aquile iniziano a preparare la sfida del Picco contro...
Le prime pagine sportive del 20 ottobre si concentrano sulle difficoltà bianconere e sul netto...

Altre notizie